Vedano elezioni quando la curiosità è donna

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Vedano elezioni dietro le quinte. La curiosità può essere donna. Sicuramente. E uno si aspetta l’ennesimo pistolotto elettorale sui risultati. Ricco di cifre, dati numeri. Qualche altro penserà di leggere il solito articolo ruffiano del gentil sesso che combatte ad armi pari. No. Rimarrà deluso. Si fermi pure nella lettura. Me ne farò una ragione. Certo il medico condotto Marco Merlini ha conquistato gran parte dell’elettorato con il suo sorriso correndo la sua personale Parigi- Rubaix in salita. Sul pavé dei veleni di un paese di provincia come lo può essere Vedano. Altrettanto certo che il rivale di sinistra uscito sconfitto, Pietro Rossi, ha dimostrato di essere più democristiano che compagno (se si può ancora dire…). Alla fine si sono stretti la mano. Stemperando in un unico sorriso la gioia della vittoria e l’amarezza di una sconfitta. Ma la notizia, la curiosità, secondo il mio immaginifico e modesto parere, è un’altra. Due donne. Due avversarie (non nemiche). Che hanno vissuto la competizione elettorale a modo loro. E non sono nemmeno risultate le più votate. Chissenefrega dei risultati “piatti” asettici che ciascuno si può leggere su tutti i giornali, giornalino e giornaletti. Magari quelli della concorrenza.

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La gioiosa macchina da guerra e il guardiano del faro

Due donne. Due rappresentanti di Lista. La prima, ha preso pure i voti. Non nel senso che si è fatta suora, ma in quello dei numeri. La gioiosa macchina da guerra di sinistra. Acchiapparne 115 in un paese di qualche migliaia di anime, non è cosa da poco. E poi Patrizia Lecchi della Lista per Vedano della suora proprio nulla ha. Nel senso buono del termine. Un carroarmato che non vedevo schierato sul campo da decenni. Micidiale. L’altra, Giovanna Colombo di Progetto Vedano) ) più minuta, contenuta e metteteci tutti gli “uta” del caso. Aveva un compito e lo ha portato a termine sacrificando anche il fatto del perchè era lì. Prendere le preferenze visto che era candidata pure lei. Un annullamento totale nel servizio che le era stato affidato portato a termine. Quale era il suo obiettivo? Semplice. Fare il guardiano del faro della compagna Lecchi. Seguendola in ogni spostamento. Un po’ come Claudio Gentile su Diego Armando Maradona nel Mundial del 1982 vittorioso per l’Italia in terra di Spagna. Marcare stretto l’avversario. Per evitare che Patrizia Lecchi eccedesse nell’entusiasmo di chiedere preferenze dentro un seggio elettorale due passi dall’urna. Era uno spettacolo vederle. Osservarle, ascoltare i loro silenzi.

Vedano elezioni: Gli otto cani e la corsa al bagno

In 35 anni di mestieraccio ho visto fare molte cose per un voto in più o in meno. Dentro e fuori il seggio. Gente che portava falsi paralitici al voto. Quello che in corridoio infilava “santini” dentro le tasche dei conoscenti. Il tizio che ha finto un malore per attirare attenzione e finire sui giornali. Il rappresentante di lista ubriaco tappezzato con manifesti elettorali e vino. Chi si è fregato la matita. E via verso il basso. Ma vedere, nella giornata di domenica, La candidata (Patrizia Lecchi) che offriva dentro il seggio il servizio di dog sitter, a due passi dalla cabina elettorale, per i proprietari che non volevano mollare Fido e portarlo sin dentro l’urna. Ecco questo non lo avevo mai visto. Trovata geniale. Spettacolare. Legale (ci mancherebbe). Se io fossi stato un indeciso avrei potuto fare due cose. O lasciare il cane a casa. O affidarlo nelle amorevoli mani di un’attempata signora gentilissima che altrettanto gentilmente offriva il servizio. E Giovanna di Progetto Vedano? Sempre lì. Nel mezzo. Come Lele Oriali. Ad ascoltare che durante quei minuti da dog sitter, la rivale non dicesse una parola di troppo indirizzando il voto verso se stessa e il candidato di sinistra. Muta pensando. Silenziosa con lo sguardo arcigno. Mascherina d’ordinanza indossata come una corazza. Patrizia si sedeva e lei pure. Andava in bagno e lei la seguiva. Patrizia indicava la sezione dove votare e lei faceva altrettanto. Direte, ma che vita è? Avete capito male. Alle volte più dell’attaccante, conta il terzino. E Giovanna è stata un ottimo terzino. Talmente brava da immolarsi nel compito assegnato dimenticandosi dell’altro motivo per cui era lì. Quando è dovuta andare in bagno, per non mancare un attimo, si fatta sostituire. Modello più stop di Formula 1 ai box. Questione di secondi. Di decimi. Poi di nuovo ombra muta dell’altra rappresentante di Lista.vedano elezioni rossi merlini

Il mio personale ringraziamento

Brava Patrizia Lecchi che per una giornata mi ha fatto rivivere una campagna elettorale alla caccia del voto. Di quelle che c’erano prima dei social. Grandissima Giovanna. Ti meriti una citazione particolare dal sottoscritto perchè io non sarei stato in grado di fare quello che hai fatto tu. Dopo due minuti sarei venuto alle mani ed invece hai portato a termine il tuo compito col sorriso. Basta. Del vincitore ho detto. Dello sconfitto aggiungo una cosa. Non ha perso lui che è un bravo ragazzo come del resto Marco Merlini. Ha perso quel lezzo di stantio, quell’odore di scontato che per 20 anni si è diffuso in città. Come cantava Ornella Vanoni: domani è un altro giorno… si vedrà.

marco pirola

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