Seregno corruzione, gas e polemiche…

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Seregno corruzione. Presunta. Da verificare. Tutto quello che volete. Stop. I followers e difensori dell’attuale sindaco (Alberto Rossi) raggiunto ieri da avvisi di garanzia per corruzione e turbativa d’asta, possono fermarsi qui nel leggere l’articolo. È un bravo “ragazzo”. Uno dell’oratorio per dirla come da queste parti. Ribadiscono in coro. Non abbiamo dubbi nemmeno noi. Forse il magistrato di Monza che si occupa dell’inchiesta sulla “svendita” della multiutilility brianzola al colosso A2A di Brescia, qualche perplessità in merito deve averla avuta. Ed allora togliamo pure il “forse”. Perchè anche i ragazzi timorati di Dio, quelli che da queste parti chiamano amorevolmente “paciarott”, “rubano” le caramelle. Lo sa bene bene Salvatore Bellomo che magari di politica capisce poco, ma di malaffare e bugie se ne intende. Dicono tutti. Ma di “balle” da quelle parti sull’aggregazione industriale ne debbono avere raccontate tante perchè l’inchiesta è solamente agli inizi e gli sviluppi politici nemmeno sono iniziati.

Se l’invito alle nozze arriva dal magistrato

Della “svendita” di Aeb e la bocciatura da parte degli organi amministrativi, ne avevamo già parlato. Come del resto del sindaco, abbiamo già detto sopra. Avvisato. Anche dell’attuale presidente di Aeb (Loredana Bracchitta). Avvisata pure lei. Delll’assessore ai Lavori Pubblici e alle Partecipate (Giuseppe Borgonovo). Del segretario comunale di Seregno (Angelo Ricciardi) lo diciamo ora. Turbativa d’asta e corruzione. Mica pizza e fichi. Ripeto. corruzione. in passato la sinistra di opposizione ed ora di governo non è stata tenera con gli avversari. La gratitudine non è di questa terra. Ora che la musica è finita come nelle festicciole di quando eravamo giovani, a rimanere in piedi senza sedia è uno di loro. Anche se il sindaco la poltrona proprio non la vuole mollare come hanno fatto altri forse più coerenti di lui. Sarà il tecnico a pagare e non il politico.

La strana storia dei contatori

Preparatevi ad una vicenda a matrioska. Ad una storia dentro l’altra. Tra i numerosi criteri di valutazione dell’azienda Aeb nel determinare lo “scambio” con A2A ai fini dell’aggregazione, c’è stato quello dei contatori. Volgarmente detti in dialetto “quinter”. Che poi il termine è una storpiatura volgare dal francese retaggio della dominazione Oltralpe. Hanno tenuto conto per la valutazione dei costi di produzione e non della redditività. Bassi costi di realizzazione in Brianza, più alti in Val Seriana e zone limitrofe. Mettere un contatore in un palazzo di Seregno costa meno che piazzarlo in una villetta sperduta della valle (cavi per trasportare energia, forza lavoro impiegata ecc). Senza parlare poi le spese per la manutenzione. Il risultato è che per una ventina di “quinter” di Seregno ne veniva calcolato in cambio uno. E la redditività di quelli di Seregno è molto più alta. Risultato che il valore stimato della società in questo caso non corrisponde al prezzo da pagare.

Se c’è da pagare…pago

Per realizzare l’aggregazione sono stati spesi soldi pubblici in consulenze. Periti. Avvocati. Esperti. Tuttologhi. In tutto 800mila euro. Dal punto di vista legale la storia fila, ma se poi si va nel dettaglio si scopre che per evitare i bandi di assegnazione, qualche consulenza è stata “ripetuta” più volte sotto la soglia per evitare il capestro della legge. Due pagamenti per fare la stessa cosa più o meno sempre sotto la soglia prevista. Fatta la legge, trovato l’inganno. Senza contare poi la parcella salata degli avvocati che hanno difeso con scarsi risultati davanti ai giudici amministrativi. Qui però ha pagato l’azienda bresciana. Speriamo.

Un vero affare… solo per Brescia

Nell’accordo fatto dal lungimirante sindaco Rossi (vendita del 40% delle quote sul 70% di cui il Comune di Seregno era in possesso ndr) interessante è la composizione del futuro Consiglio di amministrazione della società derivante dall’aggregazione. Su dieci membri cinque, compreso presidente e amministratore delegato, li nomina il socio privato. Gli altri i Comuni che hanno le restanti quote (poca roba). Questo vuol dire controllo totale sulla società da parte del privato.

Seregno corruzione: Il celodurismo del signor Rossi

Appena nominato sindaco sull’onda dello sdegno ed indignazione popolare, Alberto Rossi si occupa subito di Aeb. Azzera il vecchio Cda e ne nomina uno nuovo a sua immagine e somiglianza. Peccato due vecchi componenti facciano ricorso mancando la giusta causa della revoca. Alla fine Aeb si accorda per liquidare monetariamente i due e tutto finisce in gloria. A pagare anche in questo caso sono i contribuenti. Seregno corruzione e vai…

Seregno corruzione: Dilettanti allo sbaraglio

Seregno corruzione, liquidato il vecchio Cda, Rossi come da statuto emette un bando per trovare i nuovi componenti. Nella prima versione Loredana Bracchitta (l’attuale presidente) non c’è. I criteri per essere indicati sono rigidi e precisi. Il bando viene “riaperto” con la scusa che mancano candidate donne e spunta il nome di Loredana Bracchitta indicato da un consigliere comunale del Pd e sponsorizzata dal sindaco di Milano Beppe Sala. Per la prima volta l’azienda di Seregno ha un presidente che viene da fuori. Non solo. Ma dei membri del Cda nessuno fa parte dell’opposizione cose che era sempre avvenuta sia con i sindaci Gigi Perego e Giacinto Mariani. Dove, in questo caso, il membro dell’opposizione era Giuseppe Borgonovo, l’assessore indagato ora per corruzione.

Le verità…supposte

Seregno corruzione. Purtroppo per me che dovrò lavorare ancora, ma soprattutto per i cittadini di Seregno che debbono pagare gli errori della politica, la vicenda Aeb è destinata a non esaurirsi con questo “misero” articolo. La telenovela investigativa non solo andrà avanti, ma altri filoni sono aperti. Meno incisivi dal punto di vista processuale rispetto a questo, ma che rendono bene l’aria che tira e tirava da quelle parti. E qui mi viene in mente una canzone di Giorgio Gaber. Poco nota, ma che aveva capito tutto. O quasi… Il titolo? Cercatelo. In palio c’è una pizza da me offerta. Naturalmente e rigorosamente a Seregno

marco pirola

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