Lissone poltrone e sofà artigiani della politica…

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Lissone poltrone e sofà, ma non è lo slogan tormentone che affolla i nostri giorni affacciandosi a radio e televisione ad ogni ora. Quando si parla di posto da occupare non si fanno sconti. Neanche a destra. Anzi si regolano vecchie pendenze e nuovi timori. Si avvitano bulloni. Quelli del potere che lega (minuscolo) gli uomini alle poltrone appunto. Nel Consiglio comunale di lunedì sera andrà in onda la parte conclusiva della televendita dei divani della politica. Quelli che ti fanno riposare per cinque anni seduto su un bel gruzzoletto in banca senza dover pensare a lavorare.

Lissone poltrone eccellenti

Se la squadra degli assessori del sindaco o sindaca Laura Borella (non è una questione legata a gusti personali, ma proprio tecnica di linguaggio…) prende forma. Anche con i due assessori scelti da lei personalmente. Certo stride un po’ una consulente del lavoro al Bilancio, ma si farà. Bene, anzi benissimo la casella dell’Urbanistica. Massimiliano Rossati, classe 1976, docente al Politecnico di Milano è un’ottima scelta. E pure di provata fede leghista. Già segretario di sezione a Monza fino allo scorso anno. Politicamente inesistente (e questo può essere un vantaggio). Candidato, con scarsi risultati alle tragiche elezioni del 12 giugno a Monza. Marito di Cristina Riboldi assessore all’Urbanistica di Desio. Insomma nella famiglia Rossati mattoni e cemento sono di casa. Grande amico di “bombolotto” al secolo Claudio Teruzzi, già vicesindaco socialista di Monza per il Psi e uno dei più grossi costruttori nostrani. Sul filo di lana ha battuto la concorrenza “spietata” del ciellino gradito a Forza Italia Oscar Bonafè la cui candidatura è stata portata avanti con veemenza da Gianni Faletra detto “Cianni”. Quello più interessante oggi sono i posti di “sottogoverno”. E magari il domandone rivolto, nella riunione dell’altra sera, al sindaco sull’opportunità o meno di fare assessore un tizio con qualche problema con la legge.

Lissone poltrone e sofà

La battaglia sulla Casa di riposo Agostoni ha visto diversi protagonisti e un mezzo vincitore (per ora). Forza Italia il nome giusto, rispettato da tutti e con un’ampia esperienza alle spalle là dentro ce l’ha. Edoardo Cazzaniga per gli amici solamente Edo. Amico di “Cianni” Faletra e Natalino Erba, ma soprattutto l’uomo giusto al posto giusto. Ma in politica c’è sempre un ma e tanti però. La Lista del cuore (seppure senza consiglieri sono stati determinanti i suoi voti per vincere al primo turno) deve sistemare un paio di posizioni. Quella di Aldo Motti e di Marcella Spinelli. Sponsor d’eccezione il ras di Fratelli d’Italia Ruggero Sala che della Lista del cuore ne è il fondatore. Insomma praticamente “roba” sua.

Colpo grosso alla casa di Riposo

In pole position c’è lui sempre lui. Franco Giordano is back. Ancora lui, direbbe Lucio Battisti. praticamente il nuovo che avanza. L’ex aiuto pizzaiolo “trombato” dalle urne (108 le preferenze racimolate nonostante gli sforzi di Nino Pellitteri e Luigi Bognani che gli hanno dato una mano). Tesserato da anni al partito di Giorgia Meloni, questo giro aveva preferito “taroccarsi” con la maglia di una Lista Civica. Più facile essere eletto qui che in Fai dove sarebbe andato a rompere le palle ai big locali. Ora punta ad una poltrona. Quella di Consigliere comunale gli è sfuggita perchè quelli della Lista Civica “Lissone in Movimento” proprio fessi non sono. Se uno dei due tra Roberto Perego o Daniele Fossati fosse andato a fare l’assessore, sarebbe entrato Giordano. Con il rischio concreto (visti i suoi repentini cambi di casacca…) che dopo sei mesi avrebbe lasciato il movimento per andare in Fratelli d’Italia. Per lui seppur vivendo una seconda giovinezza, la pensione si avvicina. Con le mani in mano non è mai stato. Puntava alla presidenza delle farmacie, ma l’incarico attuale crea una situazione di incompatibilità. Ma minima spesa massima resa. Quelle quattro preferenze vanno fatte fruttare. Come sono cambiati i tempi in cui si candidava (1994) in una Lista di Sinistra presentandosi come operaio… poi è arrivato Massimo Ponzoni “il bugiardissimo” e lui è lievitato non solo “politicamente”. La politica infatti è meglio di una trasfusione di sangue. Giordano è sempre il numero 1. Dovrebbero studiarlo ad Harvard. Non come aiuto pizzaiolo della pizzeria “L’Ancora” di Giussano. Chi ai tempi ha avuto il privilegio e la fortuna di mangiarla la sua pizza se la ricorda ancora (questa volta minuscolo)…

Il domandone: lui chi è?

Domanda da un milione di dollari. Ma uno che ha “pastrugnato” con i soldi propri dimostrando di non saperli gestire, incorrendo pure in una condanna (non ancora passata in giudicato), uno che si è “dimenticato” di pagare al fisco qualche decina di migliaia di euro in tasse e contributi, può rappresentare i cittadini e magari aspirare a fare l’assessore? Fosse stata la Lega degli inizi quando l’attuale sindaco/a nemmeno era quasi nato/a altro che assessore. L’avrebbero preso a calci in nome della trasparenza. E comunque la domanda legittima di Gianni Faletra detto “Cianni” rivolta al sindaco con richiesta di chiarimenti rimane inevasa. Meglio parlare di poltrone…

marco pirola

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