Fratelli d’Italia saluti ai Romani tra vecchi e nuovi camerati nasce il garofano nero

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Fratelli d’Italia saluti ai Romani tra vecchi e nuovi camerati. Quasi tutti provenienti da fuori Lissone, “il balcone” prescelto per l’aperitivo di Natale festeggiato con un’adunata non proprio oceanica. Ma l’anno prossimo si vota e poco importa, serve fare numero. Per contare nella scelta delle future poltrone. Per fare un favore al figlio di Paolo Romani, senatore, massone, vecchia volpe socialista, grande utilizzatore del telefonino. Soprattutto se paga il Comune. Si sa che Lissone nasce come accampamento romano di portatori d’acqua. Ne è passato di tempo dalle monetine dell’Hotel Raphael lanciate verso “bottino” Craxi e i socialisti. I camerati di allora devono averle raccolte, ma le hanno pure restituite. O tempora, o mores… direbbe Cicerone che di politica se ne intendeva e pure di parole e congiure. Quando c’è da mangiare c’è sempre folla, soprattutto se è gratis

Fratelli d’Italia saluti…Mi manda papà…

Camerata Paolo Romani? Presente! Vorrei anche vedere. Camerata Mario Mantovani? Presente! Per poco perchè è dovuto scappare via. Daniela Santanchè pure in loco. Simpatico il teatrino della “pitonessa” nei confronti di Romani padre: “Ciao Paolo, ma sei qui come aderente a Fratelli d’Italia o come papà”. Camerata Franco Giordano? Presente! Come poteva mancare visto che è il badante di Federico Romani. L’ex pizzaiolo, letturista dell’Enel, già leader di una lista di sinistra nel 1994, poi due anni dopo passato a Forza Italia, recordman delle poltrone, ex assessore provinciale, ex capo segreteria di Massimo Ponzoni, è iscritto da tre anni a Fdi. Sogna in grande un suo ritorno in politica dopo le disavventure giudiziarie ancora in sospeso. Prossimo alla pensione intende candidarsi a Lissone e diventare presidente del Consiglio comunale. O in alternativa assessore. Si è caricato sulle spalle il figliolo Romani. Lo porta in giro come la Madonna di Pompei.

Fratelli d’Italia saluti pure da questi

Camerata Franco Ironico? Presente! Lui, Franchino è un soldato che anche dalla latitanza a Santo Domingo prima e dalla galera poi, non ha mai mancato negli anni di professare la sua fede socialista e la venerazione per la famiglia Romani. Lui ha scontato (uno dei pochi in Italia) il suo conto con la Giustizia dentro le mura di un carcere. C’era. Ed ancora, camerata Marco Di Valerio? Presente! (Almeno a quest’ultimo qualche ragione per fregiarsi del titolo la può vantare…). Come del resto Lele Petrucci esponente storico della destra monzese un po’ acciaccato, ma vivo. Poi c’erano anche gli assenti giustificati. Quelli che per motivi contingenti non potevano essere presenti di persona, causa problemi ancora in parte inevasi con la legge, ma non sono voluti mancare. Ed hanno mandato un proconsole come lo può essere Giovanni Magni, per gli amici semplicemente Giuan. E avanti così con l’elenco per l’aperitivo natalizio offerto a Lissone da Federico Romani. A guardare la lista degli astanti sembrava di scorrere l’elenco degli iscritti al partito socialista dei tempi d’oro. O se volete le cronache giudiziarie di inizio anni Novanta. O qualche verbale dei carabinieri. Non importa. L’importante era fare numero. E ribadire, rispetto ai camerati lissonesi come Ruggero Sala esclusi dalla presenza, che a Lissone comandano loro. I socialisti del garofano nero.

Giovinezza primavera di bellezza e il profumo del garofano nero

La presenza di Antonietta Del Grosso, la “reginetta” dei Caf di San Rocco a Monza, già candidata nella Lista civica di Dario Allevi e grande amica del compianto Libero Bognani, era scontata. Come quella di Antonio Baratta di Monza detto Tony la cui pizzeria in via Manara è la base operativa della simpatica combriccola di socialisti monzesi (li potete trovare tutti i sabato mezzogiorno). E poi ancora Picchi, Iannone, pura manovalanza come gli Ascari eritrei buoni per qualsiasi elezione. E l’immarcescibile Romano Villa l’idraulico socialista monzese della prima ora.

Quelli che…la vendetta val bene una targa

Tra il vecchio che avanza e l’avanzo del vecchio c’era pure lei. Eleonora Frigerio, la badessa targata Carate. Dalla prima alla Scala all’aperitivo di periferia come quello dell’altro giorno a Lissone, il passo può essere breve. Nel suo caso nullo. Da quando è stata “silurata” da assessore nel Comune brianzolo medita un ritorno sotto l’ala di Fratelli d’Italia, ma soprattutto sotto la protezione dell’onnipresente Franco Giordano. Ormai sono diventati una coppia inseparabile. Anzi un trio visto che l’attuale fidanzato Claudio Mirabella (già candidato a Monza nella Lista di Dario Allevi) non l’abbandona un attimo. Nemmeno sui social. La badessa è l’ultimo “acquisto” in ordine di tempo della scuderia Giordano.

Marco Pirola

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