Elezioni regionali, il Pirellone val bene una birra…

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Elezioni regionali, a Monza e dintorni va di moda il riciclo. Perchè in Brianza non si butta nulla. Nemmeno gli slogan. Figuriamoci i candidati presunti o tali che saranno gli stessi dal secolo scorso. Anche se hanno aggiornato l’etichetta di scadenza cambiando partito. Ed ecco allora che troviamo un po’ di tutto. Dalla pornostar (Priscilla Salerno) che tenta la scalata al Pirellone dando sfogo agli ormoni della politica. Nemmeno questa è originale. Il “compianto” Libero Bognani ci aveva deliziato più o meno 25 anni a Monza portando candidata Cicciolina. Lui si che era stato originale da queste parti. Tralasciamo su come avesse raccolto le firme, c’è stato solo da ridere per chi c’era. Poi troviamo quelli che notte e giorno inseguono il metodo D’Hont che stabilisce chi sono gli eletti per capire se candidarsi o meno.

Elezioni regionali: la domanda:

Elezioni regionali. Chi sarà quel personaggio che segue un futuro candidato quotato vincente come se fosse Gentile su Maradona ai mondiali del 1982. Niente di male ce ne sono in giro come funghi dopo una giornata di pioggia primaverile. Niente di male aggiungo ancora se non lo avessero pizzicato con un curriculum vitae un po’ diciamo “gonfiato” (eufemismo…) per avere un posto di lavoro a spese nostre in un Ente amministrativo pubblico. E con nostre intendo chi paga le tasse come me. Chi è? È sulla bocca di tutti. Basta frequentare i peggio bar o i migliori oratori della Brianza Nord. Ridiamo un po’. Iniziamo questo viaggio che ci porterà sul Pirellone (loro non io…) con quello di serio e faceto che troviamo in giro. Cominciamo da uno. E qui mi viene da ridere…

Federico: mi manda papà, ma film e titolo lo abbiamo già visto…

Che la famiglia sia importante Federico Romani non lo deve spiegare a nessuno. E nemmeno stavolta papà Paolo ha abbandonato il figliolo candidato uscente per Fratelli d’Italia. Si è trasferito (il papà) pure a Monza per stare vicino al pargolo. I maligni dicono che abbia dovuto abbandonare la lussuosa villa di Cusano Milanino per altri motivi, ma sono affari suoi. Romani Paolo si dà da fare pure stavolta. Organizza cene con gli amici socialisti di un tempo. Consiglia il figlio di affittare una ex pizzeria sulla Vallassina dove far da mangiare a tempo pieno ai questuanti che con il vento in poppa non sono pochi. Però dà il meglio di sé nei consessi luculliani per pochi intimi. Per far vedere la sua vicinanza con i vertici del partito del/della presidente Meloni ha la carta vincente “digiamolo”: l’imitazione di Ignazio La Russa con cui condivide il posto in tribuna vip a San Siro. Impagabile. Del resto lui di fratelli se ne intende. Va beh saranno pure massoni, ma sempre fratelli.

Romani sempre Federico, spiegategli dove si candida…

Da “meno male che Silvio c’è” a “faccetta nera”. E sin qui niente di scandaloso. Fino a tutti gli anni Ottanta la cantavano (la seconda…) tutti i ragazzi iscritti al Fronte della Gioventù. Anche in questo caso spiegate al ragazzo che cosa fosse visto che andrà a chiedere i voti anche dei vecchi camerati… Ora ha superato se stesso. il giovane (di età) vecchio (della politica) non è nemmeno stato in grado di partorire uno slogan originale per il lancio della sua campagna d’Abissinia. “Ieri, oggi, Romani”. Bello. Suadente. Accattivante. Figo direbbero i tiktoker (Berlusconi compreso). Peccato sia riciclato dalla pubblicità di una nota birreria romana che esiste da anni ed ha proprio in quelle parole il punto di forza. Va bene risparmiare visti i chiari di luna e i tempi da faine, ma non siamo a Trastevere o nella Sud dove si ritrovano i “Lupi”. O forse ho sbagliato io e mi è sfuggita la genialità del ragazzo. I miei paesani brianzoli hanno il “braccino corto” è risaputo. Lui riciclando lo slogan è voluto sembrare uno di noi. Non ci avevo pensato…

marco pirola

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