Desio elezioni, la rivincita del cardinale nero

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Desio elezioni e guarda chi si rivede. Lui. Rosario Perri al secolo “il cardinale nero”. Tutto funziona” ripetuto tre volte è il suo tormentone da quando lo conosco. “Tutto funziona” diceva nei momenti gloriosi di quanto era assessore in Provincia di Monza e Brianza. “Tutto funziona” ripeteva nei momenti cupi dell’ inchiesta da cui è uscito ripulito come l’uomo in ammollo. “Tutto funziona” ora. E mai come in queste elezioni è stato così. La nuova maggioranza uscita dalle urne deve fare i conti con lui. Se Simone Gargiulo, centrdestra tranne Forza Italia, ha vinto sull’inconsistente rivale di sinistra, lo deve al cardinale nero e ai suoi “prelati”. Da Angelo Costanza, carrozziere con l’hobby della politica. Come Bernardo, il servo muto di Zorro, era sempre lì. Muto sì, ma era quello che risolveva i problemi dello spadaccino spagnolo. Al sempiterno Michele Vitale. Sono loro che hanno “menato” il torrone come si dice in Brianza. Dietro le quinte come sempre Rosario Perri. Il cardinale nero appunto.

La messa del cardinale nero

Fingeva di stare nel suo “buon ritiro” di Laiugueglia, ma era sempre sul pezzo. Lo vedevi scivolare via lungo negozi e palazzi portando in processione il suo verbo. Che poi era quello di votare Motta, il suo cavallo. Formichina nella raccolta voti. Stratega ancor prima nella scelta del candidato sindaco della Lista civica. E pensare che Lega, Fratelli d’Italia e lo stesso sindaco Simone Gargiulo non lo volevano proprio. Più la Lega che gli altri. Prima e durante la campagna se ne sono dette di tutti i colori. In pubblico, in privato, negli incontri. A momenti una notte erano volati anche spintoni e schiaffoni verbali. Gli insulti all’ordine del giorno. Passerà alla cronaca quella riunione prima del voto registrata di nascosto da un aitante leghista. Non si fidavano prima del cardinale nero ora saranno costretti a fare i conti con lui.

Desio elezioni: ite missa est

Magistrale il mancato apparantamento dopo il primo turno quando Simone Gargiulo era alquanto preoccupato. Una mossa politica di altri tempi partorita dalla mente geniale di quel “vecchietto” che finge da sempre di non vederci bene, ma guarda lontano. Lontanissimo. La sua Forza Italia pur correndo contro siederà in giunta. Così stanno i patti non scritti. Un assessorato per Michele Vitale fedelissimo del cardinale. Una sorta di Alessandro Pavolini del terzo millennio. Disposto di finire a Dongo pur di non tradire il cardinale nero. Assessorato pure per Stefano Motta aria di sinistra, prodotto dal laboratorio di Italia Viva. Voleva la Cultura l’avrà. Del resto è bravo e in campagna elettorale ha dimostrato di valere.

Desio elezioni: il Nostradamus della Brianza

E il cardinale nero? Si è giocato la partita della vita. I maligni lo davano per pensionato anzitempo, ma uno come lui in pensione non ci va nemmeno quando (tra 100 anni) sarà al cimitero. E lui serafico la sera della vittoria trasudava gioia anche dagli occhi malati. “Tutto funziona”. Al cardinale nero non interessa diventare Papa. A lui basta che nel convento di Desio sia riconosciuta la sua autorevolezza. Come certi abati medioevali. Lui del prete ha ben poco. È nato cardinale. Nero…

marco pirola

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