Brianza al voto, Il ritorno del “bugiardissimo”

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Brianza al voto, il ritorno del “bugiardissimo” non è un film. Una sorta di remake de “il buono, il brutto e il cattivo”, film di Sergio Leone. Ora che ci penso però il “cattivo” Lee Van Cleef (interpretazione straordinaria) potrebbe essere proprio lui. Si fa per dire naturalmente. E poi non c’è niente da fare. Non ce la fa proprio a stare fermo. Massimo Ponzoni non riesce a stare lontano dalla politica nemmeno a sto giro delle regionali previsto per domenica 12 e lunedì 13 febbraio. Anzi. È uno di quelli più corteggiati, vezzeggiati e che si muove sotto traccia tra i “grandi elettori”. Con la fame e la fama dei candidati in giro non poteva che essere altrimenti. Perchè le “glorie” dell’ex golden boy della politica brianzola sono tutt’altro che esaurite con le sue vicende processuali da cui è uscito scontando tutto quanto c’era da scontare. Quello che un tempo era il leader maximo del centrodestra ha deciso di ributtarsi nell’agone come “papà nobile” per un candidato alle prossime regionali. Tanti lo hanno corteggiato, uno solo si è accaparrato le sue grazie. Ed è in buona compagnia. Vecchie conoscenze della politica nostrana e delle aule giudiziarie. Tutti per uno e uno per tutti. Ma come disse il re di cuori ad Alice: cominciamo dall’inizio.

I tre moschettieri

Come il libro di Alexandre Dumas i tre moschettieri, non altro che la storia del quarto: D’Artagnan. In Brianza Giovanni Antonicelli, Franchino Ironico e Massimo Ponzoni da qualche settimana fanno coppia con il quarto spadaccino: Federico Romani. Che vuole arrivare in alto. Primo degli eletti in Fratelli d’Italia per tentare poi l’assalto all’assessorato. A dire la verità c’è anche un quinto combattente sul fronte dell'”operazione speciale”. Paolo, il papà di Federico, già tante cose in politica compreso ministro e assessore all’Urbanistica a Monza. Antonicelli ed Ironico si occupano di Monza per conto di Romani padre. Contattano, lusingano, propongono incontri con Romani figlio. Quest’ultimo memore del proprio slogan “copiato” da un birrificio romano (Ieri, oggi, Romani ndr) offre a tutti lo stesso spirito di compensazione. Che poi in politica si traducono in promesse elettorali. Chi farà il sindaco in uno dei paesi che vanno al voto. Chi verrà preso nella sua futura segreteria di assessore. A cosa poco importa, importante è la poltrona. Come ha insegnato papà Paolo. Franchino è un veterano delle preferenze. Sta facendo campagna elettorale a tappeto per Fratelli d’Italia, preferenza Romani, nei peggiori bar della Caracas monzese. Cederna. In particolare dove gode ancora, nonostante gli anni, di un discreto seguito. Se vogliamo poi essere pignoli c’è un altro personaggio che si stando da fare per il “figlio di papà”. Lele Petrucci, ma lui è giustificato dal fatto che la famiglia Romani gli ha trovato un posto di lavoro. E Lele (vecchia scuola…) queste cose non le dimentica. Ma è il Ponzo ai tempi d’oro soprannominato “il bugiardissimo” per le sue indubbie capacità di ammaliare, la vera novità.

Brianza al voto, I giorni del fagiano

È il suo vecchio soprannome. Quando Paolo Romani era così apostrofato dai suoi colleghi politici “il fagiano”, ora è tornato in auge. Trasferitosi da qualche mese a vivere a Monza dalla reggia di Cusano Milanino per lui per il momento impraticabile. Fissata nel ristorante “La Pergola”, zona ospedale, la sua base operativa fatta di piatti da mangiare ed offrire con tanto di conto aperto, tira la volata al figlio che deve recuperare l’handicap di essere passato da Forza Italia a Fratelli d’Italia. Ha dovuto rimediare. Perso per strada da più di un anno Franco Giordano (ora sponsor di un’altra candidata di Fdi) come tutor del figlio. Abbandono obbligato per cause personali che sanno tanto di gossip. E qui mi viene da ridere alla scena di quello che si presenta alla ex casa di Romani con gli ometti e vestiti al seguito e si trova davanti l’ignaro Paolo che dà in escandescenze.

Brianza al voto, Il leader… massimo

Che c’entra Massimo Ponzoni? C’entra, c’entra. Prima ha cercato di rientrare tramite la sua amica Mariastella Gelmini sponsorizzando nella lista di Azione una candidata che non ce l’ha fatta ad essere inserita tra i “cavalli” che correranno il Gran Premio del Pirellone. Lui al pranzo due domeniche fa a Milano (ma questa è un’altra storia…) non si è presentato all’ultimo momento. Ma era come se ci fosse. Allora perso il cavallo da piazzare con Letizia Moratti e il Terzo Polo, si è buttato a capofitto dall’altra parte. Con Paolo Romani. Nell’operazione è stato agevolato da Giuseppe Mazzacuva (già nella segreteria di Ponzoni) che ora è dipendente della Regione quota Federico Romani. A Desio il “Ponzo” ha ancora seguito e sicuramente Federico farà il botto. Quando si dice che uno ha la politica nel sangue e i voti in tasca…

marco pirola

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