Anoressia il male oscuro che ti consuma

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Anoressia il male oscuro del giorno d’oggi. Terza puntata del “viaggio” alla ricerca di se stessa intrapreso da Chiara. La ragazza della porta accanto che sta lottando contro il male oscuro e che ha deciso di testimoniare la propria esperienza di lotta per venirne fuori. Chiara è tutti noi perchè l’anoressia ci consuma silente, invisibile. Ci rende indifferenti e noi, nel nostro piccolo non vogliamo esserlo. Una malattia canaglia che può battere sapendo che non è sola. Questa la terza lettera aperta.

Anoressia il male oscuro che si può battere anche scrivendo

Cara Chiara

Dovresti imparare ad ascoltarti. Dovresti cercare di dare meno peso alle parole altrui. Ti sei costruita giorno dopo giorno la tua barriera. Il tuo scudo. Hai schermato ogni emozione. Hai perso di vista te stessa, la tua vita e il tuo futuro. Hai perso di vista cosa sono le emozioni. Te ne privi perché hai paura. Hai smesso di ascoltarti. Di sentire ciò che ti dice il cuore. Hai finito solo per ascoltare ciò che dice la testa. Ciò che la malattia impone alla tua testa. Lo hai fatto perché ti rende sicura. Ti fa sentire forte. Cancella quel senso di fragilità e insicurezza che sempre, fin da piccola ti ha caratterizzata. Mi ricordo che ogni volta ti nascondevi dietro la gamba del papà. Eri insicura e hai sempre cercato protezione. Hai sempre cercato di nasconderti. Crescendo la protezione l’hai trovata dentro la malattia. Quella malattia a tanti sconosciuta. L’hai trovata nell’anoressia. 

La solitudine e la paura

Lei ti dava forza. Sceglieva al posto tuo. Ti faceva sentire sicura e forte. Ti faceva sentire tutto sotto controllo. Pensavi di avere il controllo della tua vita. Pensavi di avere il controllo delle tue emozioni. Pensavi di avere il controllo sul tuo fisico. Ma pian piano senza renderti conto ti ha consumata dentro e fuori. Finita quella “luna di miele”, hai incominciato a sentirti sola. A stare male. Hai capito di non riuscire più a entrare in contatto con te stessa. Non riesci a prendere una decisione di pancia ma ci ragioni per ore. Come se la vita fosse una partita a scacchi. Vuoi evolverti. Vuoi lasciare andare le catene che ti sei costruita e che con il tempo ti hanno soffocata. Ma hai paura. Perché alla fine quelle catene ti hanno fatto e ti fanno sentire protetta.

Il rapporto con il cibo

Quando devi scegliere cosa mangiare apri il frigorifero o l’anta della dispensa e rimani per ore a pensare. Non sai cosa preferisci. Non sai cosa vuoi. O forse lo sai ma la tua testa, con quegli stupidi calcoli ti manda in crisi. Mangi solo perché devi mangiare. Tanto i sapori sono tutti uguali, neutri. Non metti l’olio, non condisci. Sbricioli tutto. Ti rifugi in quegli alimenti che ti rendono sicura. Quegli alimenti che sai poter controllare. Quegli alimenti di cui potresti recitare gli ingredienti e i valori nutrizionali. A volte fai vincere quella parte di te “cattiva” che ti impone di lasciare sempre qualcosa nel piatto. Quella parte che ti dice di diminuire le quantità. Quella parte che ti dice che per te è troppo. Che tu non te lo meriti. Nonostante mesi e mesi di sforzi, un ricovero. Nonostante io sappia quanta fatica, impegno e costanza ci metti. 

Anoressia il male che si può battere

Sono felice quando riesce a vincere la parte buona di te. La Chiara sana. Quando cerchi di superare le paure provando ad affrontare gli ostacoli. Provando per esempio a superare quella merenda che tanto ti fa paura. E se ti guardi indietro quanta strada hai fatto rispetto a quando sei partita? È una strada in salita piena di ostacoli ma ricorda che ogni battaglia vinta ti porta a vincere la guerra. Una guerra che puoi vincere solo tu. La tua guerra. Devi liberarti dalle catene della malattia per poter tornare ad essere una ragazza felice. Per poter tornare a sorridere veramente. Per riuscire ad esprimere le tue emozioni senza bisogno di sfogarle sul tuo corpo.

La tua casa

Il corpo non è il tuo nemico, ma è la tua casa. È dove la tua anima vivrà per tutta la vita. Vinci la necessità di sfogare la tua rabbia, la tua insicurezza, la tua tristezza nella privazione. Nel bisogno di sentire le tue ossa sporgere. Ossa sinonimo di annientamento e di morte. A volte urli che è quello che vuoi. Ma non sei tu a parlare. Io lo so. Tu vuoi iniziare a prendere in mano la tua vita. Vuoi avere delle amicizie. Tornare a riacquistare il gusto delle cose. Vuoi provare un alimento e riuscire a percepirne il sapore. Pian piano ci riuscirai ne sono sicura. Adesso è solo la malattia a imporsi, non senti i sapori perché la tua mente è troppo occupata a calcolare. A farti sentire in colpa. Perché è consapevole che più passi  avanti fai meno diventa potente lei su di te. 

Lei non è la tua migliore amica, ma la tua peggior nemica

Quindi anche quando la salita ti sembra infinita. Anche quando sei allo stremo delle tue forze. Fai un passo alla volta, anche un piccolo passo. Perché quel passo, anche se piccolo ti conduce alla libertà. Non permettere a nessuno di dirti che non vali niente. Non permetterlo neanche a te stessa. Ricordarti che il giudizio degli altri poco conta. Sei tu che devi costruire la tua vita. E quando nessuno si accorge dei tuoi sforzi. Quando ti dicono che non ce la farai. Quando ti dicono che stai facendo il passo del gambero, tu sorridi. Lascia i gamberi dove sono. E pensa che il passo del gambero se cambi la prospettiva non regredisce ma progredisce. È tutta questione di punti di vista.

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