Anoressia, il coraggio di parlarne

anoressia

Anoressia, il coraggio di parlarne. Continua il racconto di Chiaravita. Dopo la prima, la seconda puntata se così si può definire. Un viaggio dentro l’anoressia per recuperare la fiducia in sé stessi. A volte anche uno scritto può essere utile Chiara si sta impegnando e noi abbiamo deciso di seguirla in questo suo slancio verso verso la vita. Devo dire che quando ho letto del cioccolato mi sono commosso. Lei ha descritto l’episodio con una grinta e semplicità tale che lo ha reso vero, sincero

Anoressia: lo scritto

Oggi mi sono svegliata con il sorriso. Il sorriso vero. Quello che non vedevo da tempo. Sono felice. Mi sono svegliata e ho visto l’articolo. Il mio articolo pubblicato sul giornale. Quell’articolo che parla di me. Racconta la mia vita. Racconta e racchiude in se la parte più fragile di me. Mi sono esposta al “mondo”. Ho raccontato di me senza paura e senza vergogna. Sono orgogliosa di me. Di questo piccolo grande traguardo che ho raggiunto. Sono andata in ospedale per i soliti controlli. Sono andata a piedi. Chiara per questo ti rimprovero. Sai che non devi farlo. Il cielo era azzurro terso. Azzurro e sereno. Nel cielo si vedeva ancora uno spicchio di luna. Sembrava un sorriso. La luna era affiancata da una scia bianca lasciata da un aereo. Nonna come ti penso. Sei tu che mi hai insegnato ad osservare il cielo. Mi hai insegnato a porre attenzione a piccoli dettagli che ho scoperto rendermi felici nei momenti più bui. Tu osservavi le scie bianche degli aerei. Rimanevi stupita ogni volta. Io oggi ho pensato a te. Tu sei qui con me.

La vita vista da lontano

In questi 7 anni ho sempre guardato la vita da lontano. Da spettatrice. Da osservatore. La vita mi fa paura. Le persone mi fanno paura. Faccio fatica ad aprirmi, ad espormi. Ho paura di non essere all’altezza. Delle mie imperfezioni. Ho sempre pensato che nessuno mi volesse con se perché ero io la prima a non volermi. Sono io la prima a non voler stare con me stessa. Oggi però voglio provare a vivere la vita non da spettatrice ma da attrice. Non voglio più limitarmi ad osservare gli aerei da terra ma voglio prendere l’aereo. Voglio prendere il volo. Correre il rischio. Voglio tornare ad avere una vita a colori. Non più una vita fatta di “bianco” o di “nero”. Ma una vita, una vita normale. Perché la vita può sorridere anche a me. 

Anoressia, Velle est posse

Oggi sono felice perché nonostante le paure, le mani tremanti al pensiero di dover mangiare un determinato alimento so che posso farcela. Anzi so che voglio farcela. Quel cioccolato fondente che tanto mi terrorizza oggi l’ho affrontato. La mia testa davanti a quel piattino era un campo di battaglia. Due fronti che si schieravano tra di loro. “Non te lo meriti”, “è troppo”. Dall’altra parte voci che mi spronavano. Oggi ho vinto io, ho affrontato due grandi ostacoli: la merenda e il cioccolato. Come mi ha detto una mia cara amica che ho conosciuto durante i due mesi di ricovero a Parma: “per quanto è dura la salita… è li che comincia la vita”.

Chiara

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here