Angelo Giarda, il professore, avvocato con l’hobby della cucina e penne stilografiche

angelo giarda il professore

Angelo Giarda, il professore è morto a 81 anni di Covid. Alle volte basta un nome per circoscrivere il dolore. Ma non è così per chi lo ha conosciuto. Sfiorato o solo sentito parlare. La notizia mi ronza in testa come la melodia gracchiante di un disco in vinile graffiato dalla puntina dello stereo d’antan. I ricordi si mischiano con la leggenda. Perchè lui era davvero una leggenda non solo giuridica. Una persona fuori dal comune. Ora mi diventa davvero difficile andare avanti con lucidità in queste misere quattro righe. Che magari non sono (e sicuramente non sono) all’altezza del personaggio di cui sto parlando. Credetemi. Tutto toga, esperienza, insegnamento. Ma appassionato anche di cose semplici come la cucina. E poi quelle penne stilografiche della cui raccolta un giorno mi parlò con un entusiasmo e passione travolgenti tanto da farmi venire la voglia di mettermi a collezionarne io stesso.

Angelo Giarda il professore

Avvocato vecchio stampo. Di quelli che non ne fanno più perchè lo stampo il Padreterno lo deve aver buttato chissà dove. Per molti era semplicemente il “prof”. Diminutivo che racchiudeva tante cose. Affetto e tranquillità anzitutto. Per i suoi studenti o clienti che non erano mai tali. Erano persone. Uomini. Quando arrivava nell’ aula del Tribunale era uno “spettacolo” giuridico e umano. Per fare in ascensore tutti i sette piani del Palazzaccio di Milano a volte può sembrare un Calvario per la lentezza del mezzo. Ma se dentro c’era il professore era come percorrere una sinfonia di consigli, pareri, saluti. E poco importa se il tempo passava e l’ascensore non si muoveva. Dentro c’era il prof mica uno qualunque. Era un’occasione irripetibile per scambiare due parole soltanto. In aula poi il vero spettacolo. Era come essere alla prima della Scala ogni volta. Tutti in silenzio per udire il maestro. E pure i magistrati lo ascoltavano. Zitti ed attenti. In silenzio. Cosa che dovrebbe essere normale direte voi, ma non è sempre così. Se il professor Giarda ha detto quelle cose e avanzato dubbi un motivo deve pur esserci e quindi era necessario riflettere. Non parlava mai a vanvera ad uso e beneficio dei giornali. Figuriamoci. Molti dentro quell’aula erano quelli che aveva avuto come studenti sui banchi della Cattolica. Dove aveva insegnato con umiltà e competenza. Merci rare di questi tempi e con tali chiari di luna.

La differenza tra un bravo avvocato e il professore

Primo click. Era un pomeriggio di luglio di nove anni fa. Milano può essere terribile a luglio. E lo era. Il caldo. La tensione di un appuntamento importante. Una brutta rogna per me insomma. L’appuntamento era nel suo “fortino” nel centro del capoluogo dove nemmeno c’era la targa che tutti ostentano. Gli bastano pochi istanti per inquadrare il problema spiegato in qualche maniera con ansia ed apprensione da parte mia. “Stia tranquillo – aggiunge serafico allungando gli occhi oltre il foglio con gli appunti del caso – vengo io in persona a parlare con questi signori. Andiamo non facciamoli attendere”. Secondo Click. Io, lui e l’amica Pia D’Andrea che camminiamo per via Manin. Il professore parla con una calma celestiale delineando la linea di condotta da tenere di lì a poco. Incredibile. Riesco a dimenticare tutto quanto e vorrei che quel tragitto durasse ore. Poi quando entriamo nella stanza dove si sarebbero decise le mie sorti, mi rendo conto della sua “grandezza”. Mi accorgo della differenza che può passare tra un legale seppur bravo come ce ne sono tanti e lui. Il professore. Se mai fossi diventato un avvocato come voleva mia madre e non un semplice scribacchino come sono, avrei voluto essere lui. Era stato geniale è dir poco.

Angelo Giarda, la carriera

È morto per Covid a 81. Avvocato di grande fama e professore emerito di diritto processuale penale all’Università Cattolica di Milano. Presidente di fondazione Cariplo e tante altre cariche. Si era laureato all’università di Pavia a pieni voti nel 1963. La sua carriera universitaria era andata in parallelo all’attività forense. Pavia, Sassari e Trieste, nel 1983 Giarda viene nominato professore ordinario alla Cattolica di Milano, dove è rimasto fino alla pensione nel 2012. Ha insegnato anche a Castellanza e alla Cattolica ha tenuto per alcuni anni anche la cattedra di Diritto penitenziario.

Marco Pirola

P.S.

I funerali del professore si terranno a Milano martedì alle 11. Nella chiesa simbolo dei milanesi doc. A Sant’Ambrogio a due passi da quell’ Università Cattolica dove le sue lezioni di vita prima ancora che giuridiche hanno lasciato il segno secula seclulorum

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