Aeb Seregno, quattro matrimoni ed un funerale…

web seregno

Aeb Seregno. La vicenda della vendita del “gioiellino di famiglia” ad una concorrente privata è un po’ come la campagna di Russia di mussoliniana memoria. Iniziata male, finita peggio. La sentenza del Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar della Lombardia che aveva annullato la delibera con cui il Comune, principale azionista della multiutility brianzola, aveva dato il via all’integrazione senza passare da alcun bando pubblico. E l’articolo potrebbe finire qui. Perchè in un Paese normale, dopo una tale sconfessione e danni milionari, ci si aspetterebbe una serie di dimissioni a raffica, scuse e una via Crucis degna dell’originale per chi ha sbagliato. E cosa succede invece? Niente. O quasi. Nessuno pagherà. Corte dei Conti permettendo e magistratura ordinaria pure Ma questa è un’altra storia che racconto più avanti.

Il bello, il brutto e il cattivo

Cominciamo dal cattivo. Tiziano Mariani è un consigliere di opposizione di Seregno da cui mi divide tutto. Compresa un’antipatia personale ampiamente ricambiata. Devo dare atto però che il tenace rappresentante della Lista Civica, titolare di un ego smisurato, stavolta ci ha azzeccato. Chapeau. Ha trovato i soldi, il tempo e la voglia (mettete voi l’ordine giusto dei fattori…) per sparare il missile del ricorso che ha portato alla decisione “fatale” per il Comune che di fatto annulla la vendita. Con lui due aziende che si erano opposte da subito al colpo di mano del sindaco e della sinistra nostrana. Sinistra che ha ceduto alle lusinghe delle sirene di Ulisse di A2A che sta facendo “spesa” in tutta Italia di Multiutility. Il brutto è il sindaco Alberto Rossi. Ha fatto una di quelle figure che in zona definiscono di cioccolato. Ma il termine esatto sarebbe altro rispetto alla materia organica che i Maya definivano il “cibo degli dei”. Lui ha voluto la vendita. Siamo fortunati stavolta. Abbiamo il nome e cognome del responsabile. Il bello è lei. O meglio la bella. La “compagna” Loredana Bracchitta, presidente del Gruppo Web dal 2019. Avvocato amministrativista. Un curriculum di tutto rispetto. Di quelli che fanno dire: finalmente una competente. Voluta fortemente dal sindaco Alberto Rossi. Pescata tra il giubilo generale a Milano e “prestata” dal sindaco meneghino Giuseppe Sala. Lei la sua parte tecnicamente l’ha fatta. Ha speso parole di elogio per la vendita. L’ha difesa. Ed ora incassa la sconfitta. Altri per molto meno se ne sono andati “motu proprio”.

Cosa dice la sentenza

La sentenza del Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar della Lombardia che a febbraio di quest’anno aveva annullato la delibera con cui il Comune di Seregno, principale azionista della multiutility brianzola Aeb, aveva dato il via all’integrazione senza passare da alcun bando pubblico. Bando che, ha confermato il Consiglio di Stato, avrebbe dovuto essere attivato, dal momento che ad acquisire una parte del capitale di Aeb, interamente pubblica, è stata A2A, posseduta per una metà dai Comuni di Milano e Brescia e per l’altra metà da investitori privati.

Di chi stiamo parlando

Aeb, controllata al 71% dal Comune di Seregno, gestisce oltre 200mila clienti retail, con un fatturato pari a circa 220 milioni di euro, un ebitda pari a 35 milioni, un utile netto di 12 milioni e un debito netto di 5 milioni. Al momento il titolo A2A perde lo 0,70% a 1,853 euro.

Il futuro parte prima

Lo stop all’operazione potrebbe comportare la richiesta di misure correttive anche perché A2A ha incluso Aeb nel suo piano industriale presentato a marzo. L’eventuale deconsolidamento di Aeb, ipotesi secondo alcuni analisti abbastanza improbabile dato che l’operazione non è mai stata bloccata nei mesi scorsi nonostante i diversi ricorsi in essere, avrebbe un impatto negativo sull’ebitda di A2A pari a 35 milioni (il 2,7% del totale) e di circa 4 milioni a livello di utile netto (1,1% del totale).

Il futuro parte seconda

In cauda venenum dicevano i latini. La decisione del Consiglio di Stato dell’annullamento è solo l’ultima grana per la Multiutility e alcune sue controllate. Tre sono le inchieste di cui si sta occupando la magistratura. La prima riguarda la vicenda dell’acquisto della farmacia da parte di un ramo dell’azienda pubblica. La prima raffica di avvisi di garanzia erano già partiti due anni e mezzo fa. Inchiesta non ancora chiusa perchè l’indagine, come conferma lo stesso magistrato, è tutt’altro che chiusa. Anzi. La seconda di cui il titolare è sempre Salvatore Bellomo pubblico ministero in Monza, riguarda appunto la fusione e i suoi aspetti penali. Qui siamo ancora nella fase iniziale.

Il futuro parte terza

La terza invece è un’indagine finanziaria e fiscale. La Guardia di Finanza di Milano a luglio è stata ore nella sede dell’azienda. Una perquisizione in grande stile. Ha sequestrato montagne di documenti. Il sospetto delle Fiamme Gialle è che ci siano stati sgravi fiscali non consentiti appoggiandosi ad una società esterna di consulenza. I reati sono turbativa d’asta e corruzione. Ma sia il sindaco che i vertici della branca dell’azienda interessata hanno sempre negato tutto quanto. Forse una semplice telefonata in Procura allunga la vita terrena preservando da infarti e sorprese. Sicuramente non la vita politica. Un pasticcio in salsa seregnese che assomiglia un po’ alla torta paesana di brianzola memoria. Anche questa è fatta di cioccolato come la figura del sindaco…

Marco Pirola

P.S.

C’è un passaggio che debbo ancora fare. Mi ricordo cosa accadde quando un ex assessore, Giacinto Mariani tanto per non fare nomi, fu accusato di ogni nefandezza e costretto a dimettersi con tutta la giunta. Il tutto per la mancanza di un parere viabilistico su di un progetto di cui non era lui presentatore in Giunta e che doveva firmare un funzionario. Apertura Tg delle 20 con Giacinto sulla macchina dei carabinieri. Elicotteri che volteggiavano sopra casa sua. Uno sputtanamento gratuito. Andate a vedere come è finita quell’indagine per la maggior parte degli imputati e raffrontate con quanto è accaduto in questi giorni. Allora tutto. Oggi niente. Il funerale della politica insomma…

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here