Voglio un incarico, mi manda papà..

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IL CASO – Mi manda papà. Quando il figlio di tanto padre chiede la risposta è quasi scontata. E’ così da cinque anni. Obbedisco. Se poi la richiesta di fare il vicecapogruppo in Provincia di Monza e Brianza è accompagnata dal volere del padre, un ex ministro, come dire no? Addirittura nel Pdl brianzolo di via Tommaso Grossi, sede dell’Ente, sono disposti a fare uno strappo al regolamento scritto pur di accontentare il rampollo improvvisamente scosso da desideri di rappresentanza.

Così nella riunione di gruppo (questo pomeriggio, giovedì, alle 15.30) degli otto superstiti rimasti di quello che una volta era il Pdl vincitore delle elezioni, verrà deciso lo strappo al regolamento. Per non scontentare il già ministro, verranno fatti due vice anziché uno: Federico Romani e Annalisa Colombo, quest’ultima con funzioni di vicario. Una soluzione che salva le capre di ciò che resta del partito e i cavoli del rampollo raccomandato di ferro.

QUELLI DELLO STRAPPO – Non da tutti quest’ennesimo tentativo di ingerenza è stato digerito. A cominciare da Rosella Panzeri, il capogruppo titolare. Contrari pure a Federico Romani vice unico, Daniele Petrucci, Agostino Lomartire e, udite udite, Gabriele Volpe, ex socialista e grande amico di Romani. Avrà qualcosa da farsi perdonare. Questa corrente spinge per dare un riconoscimento ad Annalisa Colombo. Ma alla fine passerà la doppia soluzione.

 QUELLI DEL COMPROMESSO – Fabrizio FiginiEleonora Frigerio da Carate, Gianni Faletra da Lissone e Bruno Molteni. Il ginecologo di Ponzoni ultimamente è disincantato (leggasi scazzato) sulle potenziali di una Provincia che tra poco più di un mese chiuderà i battenti. Hanno spinto per trovare una soluzione senza spaccare il gruppo.

Quando si parla di Paolo Romani, ex ministro, ex assessore all’Urbanista, insomma ex tante cose, è quasi una costante. Dopo il telefonino comunale pagato dai contribuenti ad uso esclusivo della figlia, ora i “capricci” politici di Federico. I figli “so’ pezzi ‘e core” dicono a Napoli, ma anche a Cusano Milanino. Ed allora il rampollo di casa Romani, Federico, il delfino di famiglia in questi cinque anni parcheggiato sontuosamente in Consiglio provinciale, avanza una richiesta. Perentoria, insindacabile come suo stile. Manco stessimo parlando del consiglio di amministrazione della Microsoft. E per supportare questi suoi desiderata (fare il vicecapogruppo in una Provincia morente) si fa sponsorizzare dal padre.

Del resto non ci meravigliamo più di tanto. Ma “il chi è Federico Romani” e cosa è stato in questi cinque anni, merita un capitolo a parte. Prossimamente sui vostri schermi e telefonini…

Marco Pirola

 P.S. Che cosa ci facciano Federico e Paolo Romani di quella carica rimane un mistero anche se letto alla luce del congresso Pdl di sabato 16 novembre

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