Vimercate piange un uomo per bene

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Il funerale di Giovanni Mascia, medico chirurgo in Vimercate

Vimercate piange e ad un funerale, direbbe Jannacci, potrebbe anche essere normale. Per vedere l’effetto che fa. Ma non è stato così. Quelle di sabato mattina al Santuario della Beata Vergine del Rosario, non erano lacrime “scontate”. Un lungo addio quello a Giovanni Mascia, stimato primario e padre di Mariasole, la pasionaria del Pd. C’era nell’aria una tristezza sottile, composta, fiera. Quello di un’intera Comunità. Perché nell’era del “global”, dell’internazionalizzazione, del tutto subito e possibilmente anche prima, Vimercate ha tirato fuori la sua vera anima. Quella di una città che nonostante tutto, sa stringersi attorno ai propri figli. Un Borgo cresciuto troppo in fretta come altre realtà della Brianza, ma che a differenza di altre ha saputo conservare la propria essenza. Che poi si traduce in una sola parola: solidarietà. Quella che rompe il fragoroso silenzio quotidiano fatto di casa, bottega e da queste parti pure di politica.

Vimercate piange Giovanni Mascia

E così tra le navate della chiesa, in pieno centro cittadino, c’erano tutti. Dal pensionato comunista reduce da mille battaglie al democristiano impenitente con l’alito che profuma d’incenso. Dal giovane avvocato forzista passando per il burocrate del Pd fondatore della dinastia che per anni ha regnato da queste parti come se fosse un faraone rosso. Pure l’Amministrazione comunale grillina era degnamente rappresentata. Di questi tempi, con tali chiari di luna e con i venti impetuosi, non è cosa da poco. Ma non è morto uno qualunque, è scomparso uno di loro. Un membro della Comunità. Giovanni Mascia.

Vimercate piange: commozione in chiesa

La figlia Mariasole ha avuto coraggio. Con le sue parole è riuscita in un capolavoro di emozioni. Trasformare un quadro di Rembrandt a tinte scure come si addice ad un funerale in un’opera del Caravaggio. Dove la luce trionfa assieme alla speranza. Non è facile leggere e reggere la tensione davanti ad una chiesa stipata all’inverosimile che aspettava. L’aspettava. Cercando le sue parole. In fondo, tra i “pubblicani” peccatori c’era chi ha tirato fuori il fazzoletto. Gli infermieri del padre che lo avrebbero seguito ovunque. Un vecchietto malfermo sulle gambe che si è alzato in piedi quando Mariasole ha iniziato a parlare appoggiandosi al mio braccio e poi all’acquasantiera. Giusto il tempo per sussurrarti all’orecchio che il dottor Mascia lo ha salvato. E non ha voluto niente anche quando lo visitava fuori orario. Poi le parole mischiate ai singhiozzi, alle verità, ai ricordi. Silenzio. Di quelli che ti fanno pensare. Applauso liberatorio. Solenne che son sicuro avrebbe voluto fare anche il prete. Emozione sincera e tenera come l’abbraccio delle due sorelle Mascia a messa finita.

Vimercate piange chi era Giovanni Mascia

Per 20 anni, dal 1992 al 2012, è stato primario del reparto chirurgia dell’ospedale. Si è spento mercoledì all’età di 72 anni. Originario della provincia di Brindisi, Mascia si era trasferito a Vimercate nel 1971 poco dopo la laurea in Urologia e Chirurgia e nella città brianzola è rimasto, con la moglie Marina e le due figlie Benedetta e Mariasole. Mariasole, la più giovane, è capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, ed è stata candidata sindaco alle amministrative del 2016. E’ stato nominato cittadino benemerito nel 2006 per i suoi meriti professionali ma anche per la sua grande umanità e l’attenzione a verso i problemi sociali, sensibilità che ha trasmesso anche alle sue figlie.

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