Veduggio: Il soldato Viganò è tornato a casa

Giulio Viganò

Un triduo di celebrazioni per ricordare il soldato Giulio Viganò. La manifestazione di omaggio e memoria del Caduto durante la Seconda Guerra Mondiale si è svolta da venerdì 1 a domenica 3 novembre, organizzata dall’Associazione combattenti e reduci e dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gerardo Fumagalli. Ci sono voluti infatti ben 69 anni prima che le spoglie mortali del veduggese potessero finalmente rientrare in Patria.

deposizione corona veduggio

Nato a Veduggio il 22 febbraio 1909, fatto prigioniero e deportato in Germania, Viganò morì in ospedale all’età di 35 anni il 22 marzo 1944 e venne poi sepolto nel cimitero di Amburgo, dove è rimasto fino a qualche settimana fa. Lo scorso anno fu la salma di un altro veduggese a tornare a casa: Alberto Giussani, deceduto per stenti nel campo di prigionia tedesco in cui era stato deportato il 3 febbraio 1945, dopo essere partito per il fronte nel 1942 e poi anche lui sepolto ad Amburgo. Ora Viganò, come Giussani, potrà finalmente riposare nel cimitero locale accanto ai famigliari e ai cari che per tanti anni lo hanno cercato e sperato di poter far rimpatriare almeno i poveri resti mortali. La salma di Viganò è stata custodita nella cappella dedicata alla Sacra Famiglia di via Libertà. La veglia è proseguita giorno e notte fino a domenica 3, giorno in cui si sono svolte le celebrazioni per l’anniversario della Vittoria del 4 novembre e in cui è stata data degna sepoltura al caduto con un lungo corteo che si è snodato dalla cappella alla chiesa parrocchiale e da lì al cimitero. Ad impreziosire i tre giorni di commemorazione ci ha pensato sabato sera un coro di alpini che ha intonato alcuni suggestivi canti nella sala Martino Ciceri a ricordo dei tanti veduggesi che hanno perso la vita, combattendo per la Patria.

 

 

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