Utero in affitto: bambini comprati per un pugno di dollari

Utero in affitto sì o no. E’ la discussione del momento. Nichi Vendola, omosessuale dichiarato, politico italiano, anzi pugliese, ha soddisfatto il desiderio di maternità suo e del suo compagno, affittando, in cambio di soldi, un utero perché una donna mettesse al mondo un bambino generato con lo sperma del convivente. Sul web e fuori impazzano gli interventi sull’opportunità o meno del gesto, ma anche sulla reazione di Vendola alle critiche bollate da lui come attacchi personali squadristi. Sotto il mio personale intendimento sulla materia.

UTERO IN AFFITTO: PER UN PUGNO DI DOLLARI – Una donna che ospita un feto nel proprio utero per poi disfarsene vendendolo non è una donna. E’ una macchinetta che sforna figli su commissione. La genetica ‘combinata’ ricorda tanto gli esperimenti del dottor Menghele, l’angelo della morte. Questo Nichi Vendola dovrebbe saperlo. Libero di avere scelto, noi altrettanto di criticarlo. Che non ci venga a fare peró il ‘pistolotto’ morale sugli attacchi squadristi alla sua persona. Ha sfruttato la fame di una povera donna indonesiana finita a vendere il proprio corpo non sul marciapiede di Giacarta, ma in una clinica di lusso per ricchi occidentali che possono permettersi come lui di pagare oltre 100mila euro. Se pensare e dire queste cose è fascismo bene allora io sono fascista. Ma mai ipocrita…

Marco Pirola

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