Trezzo sull’Adda: Eukolìa, quando la musica “le suona” alla disabilità

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Trezzo sull’Adda: Eukolìa, quando la musica “le suona” alla disabilità. Dedicato a chi pensa che le diversità siano solo un problema. Bravi. Anzi, di più. Di quelli che lasciano il segno. Tutti con la sindrome di Down. È il progetto “Eukolìa” (parola che significa buonumore, nda) che venerdì sera ha riunito sul palco quattro cooperative sociali – Archè di Inzago, Castello di Trezzo sull’Adda, Insieme di Meloz e Il Sorriso di Carugate – impegnate sul fronte della disabilità fisica e psichica.

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L’idea di dare vita all’ensemble ha una delle sue anime in Cecilia Secchi, milanese adottata dalla bergamasca, che dopo il corso di studi accademici ha deciso di dedicarsi interamente alla musicoterapia. Arte e cura unite con successo. Sulla strada, nel corso del tempo, si sono uniti a lei altri colleghi musicisti ed educatori come Giuseppe Lapalorcia e Giorgio Crespi, seguiti da Simona Caglio, Francesca Pisanu, Daniele Erba e Cristina Moretta, dando vita così all’ensemble che conosciamo oggi. Venti ragazzi, provenienti dalle quattro cooperative, che si esibiscono sui palchi d’Italia.

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Il percorso è stato in salita e dopo aver dedicato anni alle esibizioni presentando musica altrui, nel 2009 il progetto ha aperto le porte anche alla composizione di pezzi propri. Il primo brano originale, Le ali dell’allodola, è stato ascoltato e apprezzato da musicisti del calibro di Eugenio Finardi. Insomma, meglio di tante cassette che ogni giorno piombano sulle scrivanie dei discografici. Eukolìa è riuscita a mettere insieme un repertorio di grande respiro, passando dalle cover d’autore (fra gli artisti interpretati anche Fabrizio De André) ai pezzi propri. I giovani musicisti si sono esibiti anche ad Expo, a Cascina Triulza, lo scorso 5 giugno. Insomma, niente da invidiare a nessuno.

Simona Calvi 

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