Terrorismo in pillole chi è il popolo del terrore Quattro domande allo scrittore Andrea Foffano

TERRORISMO: Cosa è successo a Bruxelles? Bruxelles è stata vittima di attacchi militari da parte delle cosiddette “Brigate Internazionali” di “Daesh” (L’ISIS), conosciuti dal grande pubblico anche con il nome di foreing fighters. Si tratta di cellule terroristiche composte da massimo una decina di persone che, forti dell’addestramento portato a termine nei teatri di guerra come quello siriano o afghano, individuano e colpiscono obiettivi “soft” (non l’ambasciata americana o la base militare ma un supermercato, la stazione metro, un ristorante, ecc…) nel cuore delle capitali europee, con l’obiettivo di impiegare minor sforzo possibile per fare più vittime possibili tra la gente.

TERRORISMO: Chi sono questi foreing fighters? Sono mussulmani di seconda e terza generazione, uomini e donne europee. Nati e cresciuti in europa da famiglie mussulmane che, a un certo punto della vita hanno deciso di abbracciare il fondamentalismo islamico e di inseguire il martirio, il suicidio come arma di morte contro i “kuffar”, gli infedeli. Molti di loro sono andati a combattere la jihad, la guerra santa in Siria, in Iraq o anche in Afghanistan e sono tornati in patria. Ma restano comunque soldati addestrati alla guerra e all’insorgenza.

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TERRORISMO: Dobbiamo avere paura in Italia? Dopo Bruxelles il Ministro dell’Interno Alfano ha confermato il livello di allerta numero 2, quello che precede l’attacco imminente. Niente allarmismi o psicosi, ma l’attenzione deve essere altissima. L’Italia con le sue frontiere sul Mediterraneo è sempre stata nazione di transito dei flussi migratori degli ultimi decenni. Il problema della loro gestione e il pericolo di infiltrazioni di terroristi confusi tra i migranti è sempre stato concreto. Fino ad ora i nostri servizi di sicurezza hanno lavorato benissimo e sono riusciti a proteggerci da eventuali attacchi. Ma la sfida è tutt’ora in corso.

TERRORISMO: Il futuro? Occorre una presa di coscienza globale del fenomeno. In Europa bisogna fare “gioco di squadra”: i servizi di polizia e di intelligence devono poter scambiarsi continuamente le informazioni di cui sono in possesso e condurre insieme operazioni di polizia per prendere i terroristi. Anche in politica estera la soluzione deve essere la medeisma: basta guardare solo il proprio orticello. Il problema esiste ed è attuale. Dobbiamo combatterlo tutti insieme, in Europa e nel mondo.

Andrea Foffano

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