Teatro Manzoni Monza: rischio chiusura

Un teatro che va a pezzi, una stagione da programmare, migliaia di abbonati perplessi

Teatro Manzoni Monza, giù il sipario. Non proprio un addio, ma nemmeno un arrivederci. Dopo oltre 60 anni di storia, un calendario sempre ricco di spettacoli e una stagione (quella 2016) da record, il Teatro Manzoni sta viaggiando in cattive acque. Il cambio nella direzione artistica voluto dall’Amministrazione comunale di sinistra con l’arrivo di un’esperta di cinema quando il Manzoni è da anni solo teatro. La gestione della Scuola Borsa che si occupa come “core business” di tutt’altro. L’edificio che cade a pezzi. Tutto questo sta facendo naufragare la prossima stagione di spettacoli. Gli abbonati non sono ancora a conoscenza del futuro cartellone e le compagnie teatrali più quotate potrebbero scegliere altri palchi su cui calcare la scena. Particolare non da poco dal momento che i contratti con le compagnie vengono fatti proprio in questi mesi.

Teatro Manzoni Monza, la stagione teatrale attuale

L’anno 2015/2016 è stato un successo per lo storico teatro monzese. Con oltre 2.700 abbonati, il Manzoni è riuscito ha mettere sul palco alcune tra le migliori compagnie in giro per l’Italia e ospitare spettacoli di associazioni del territorio. Dallo spettacolo di Rocco Papaleo alle risate del comico Pintus. Gli abbonati del Manzoni hanno vissuto una stagione teatrale ricca di musica, comicità e opere degne dei migliori palcoscenici italiani.

Teatro Manzoni Monza i problemi

Quali sono i problemi del Teatro Manzoni? Tutto inizia quando il Comune di Monza affida la gestione del Manzoni alla “Scuola Paolo Borsa”, azienda speciale di formazione. Il cambio ai comandi avviene nel 2014. Fino a gennaio 2016, tutto procede tranquillo. Verso la fine dell’anno passato, la Scuola Borsa decide che la direzione artistica vada cambiata. Il 7 gennaio 2016 ha inizio il bando in cui presentare domanda per candidarsi come futuro direttore artistico del teatro monzese. Primo requisito fondamentale per dirigere il teatro: capacità di “realizzare la programmazione della stagione teatrale” e di “elaborare il progetto artistico-culturale relativo alla scelta degli spettacoli che formeranno il cartellone della stagione teatrale”. Insomma, il primo requisito di un direttore è, secondo la Scuola Borsa, saper organizzare al meglio la futura stagione teatrale. Delle 150 domande pervenute, sono state scelte 60 figure ritenute idonee per l’incarico. Tra questi anche l’ormai ex direttore artistico Livio Golemme. Il 27 aprile, ormai a stagione quasi conclusa e senza un cartellone per l’anno successivo ancora da scrivere, la scelta ricade su Paola Pedrazzini, di origine piacentina, esperta di cinema. Direttrice da otto anni alla direzione artistica del Bobbio Film Festival, direttrice della scuola di alta formazione cinematografica di Marco Bellocchio. Curriculum invidiabile, ma di cose di cinema non di teatro. Paola Pedrazzini se la cava bene anche politicamente. Il 17 febbraio di quest’anno per l’inaugurazione delle sue lezioni si è disturbato Dario Franceschini, il ministro dei Beni Culturali. Lo stesso ministro da qualche tempo molto attento alle vicende monzesi come dimostra il suo intervento sul direttore del Consorzio parco e Villa Reale per il concerto di Ligabue che si terrà a settembre a Monza. Coincidenze che non possono che fare bene alla città. Sempre ammesso che cinema e teatro si possano conciliare con il palcoscenico del Manzoni.

Teatro Manzoni Monza: l’edificio cade a pezzi

Una caldaia che risale al 1955 che viene continuamente rappezzata. Un costo di gestione annuale talmente elevato che quasi se ne comprerebbe una nuova. Un tetto in amianto che da anni aspetta di essere sostituito. I servizi igienici “improponibili” come il bagno del film Trainspotting (mancano anche quelli riservati ai disabili). Un bar per gli spettatori chiuso perché la Scuola Borsa non è in grandi di farlo funzionare per i caffè del dopo teatro. Finanziamenti del Comune che vengono “dirottati” al più popolare Binario 7 (neanche 300 posti a sedere contro gli 800 del Manzoni).

Alessandro Galli

marco pirola

 

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