Suicida a Seregno l’architetto Grisafi. Con lui se ne vanno i segreti dell’Urbanistica

 

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Trovato morto nel suo appartamento l’architetto Calogero Grisafi. Si è suicidato. Non dava notizie di sé da tre giorni ad amici e conoscenti. I carabinieri di Seregno, chiamati dai familiari, dopo aver sfondato la porta d’ingresso del suo appartamento, lo hanno trovato riverso nel letto. morto. Sul comodino e a terra numerosi tubetti di psicofarmaci.

IL PERSONAGGIO – L’architetto Calogero Grisafi, sposato, due figlie, ha iniziato a lavorare alle dipendenze del Comune di Seregno dal 1984. Nel 1997 è divenuto dirigente del Settore tecnico, Area territorio. In pratica la “cassaforte” dell’Urbanistica locale. Quella dove erano custoditi i segreti. Negli anni ha sempre conseguito ottime valutazioni in un crescendo rossigno di potere e abilità. Fino all’aprile 2005 quando viene eletto, alla carica di sindaco di Seregno, il leghista  che decide di fare piazza pulita con la vecchia gestione dell’Urbanistica. Da quel momento le quotazioni di Grisafi come dirigente comunali precipitano in modo esponenziale e nel novembre 2005 viene spostato dall’Ufficio tecnico ad organizzare la Protezione civile. Un ufficio senza soldi da spendere. La decisione era stata presa dal borgomastro Mariani con motivazioni disciplinari accompagnate da una denuncia in Procura. A far scattare la punizione questioni legate all’adeguamento dei costi di costruzione delle opere. Voci, chiacchiere, processi e l’esilio che l’architetto Grisafi ha sempre “subito”. Sino alla decisione di farla finita ingerendo psicofarmaci. I segreti dell’Urbanistica di oltre dieci anni a Seregno se ne vanno con lui. I carabinieri hanno sequestrato anche alcune lettere che l’architetto Grisafi ha lasciato. Da tempo Grisafi soffriva di depressione. Negli scorsi giorni aveva lasciato una lettera aperta ad un avvocato di Seregno.

Marco Pirola

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