Stazione di Monza: gli svizzeri nel loro piccolo s’incazzano

stazione di monza arresto nuovabrianza.it

Arresto movimentato della polizia sui binari della stazione

Stazione di Monza i poliziotti fermano un uomo sulla banchina della stazione. Normale amministrazione da quelle parti. Trambusto, passeggeri quasi divertiti per il “fuoriprogramma” e treno per Bellinzona che accumula altri minuti di ritardo al ritardo già incassato dalla partenza a Milano. Gli svizzeri la prendono con filosofia. Il fatto è stato classificato come “ritardo per evento verificatosi all’estero”.

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Stazione di Monza: il fatto

Il convoglio è il “Tilo”, versione “RegioExpress” numero 25522. Partenza da Milano-Centrale alle ore 15.10 direzione Bellinzona. Monza con Seregno e Como-San Giovanni è punto di sosta su territorio italiano. Gli agenti notano un uomo di età attorno ai 24-25 anni, alto più o meno 180 centimetri. Corporatura snella, fare sospetto. Alla richiesta di documenti oppone resistenza ai due agenti della Polizia di Stato che cercavano di farlo scendere dal treno per effettuare la verifica. Una volta giunti sulla banchina il solito “rituale” che da queste parti si ripete assai spesso. Constatazione dell’assenza di documenti. Inevase le domande sulla presenza a bordo di quel treno (ma i motivi di sospetto sono quei due o tre soltanto). Un paio di tentativi di fuga (sventati sul primo passo) da parte del giovane infine messo a sedere su di una panchina, grazie all’assistenza di altri due agenti costretti a far leva sul corpo dell’ospite recalcitrante. Tutto ciò, per l’appunto, a “Tilo” inchiodato sul binario e con ripercussioni anche sul transito di altri convogli in sosta. Poi la ripartenza e la classificazione come “ritardo per evento verificatosi all’estero”.

Marco Pirola

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