Lacrime e sport: compleanno Ussm Monza tra commozione e ricordi

L’Unione società sportive monzesi festeggia i suoi primi 40 anni tra amici, ricordi e tante lacrime di commozione

Lacrime, sport e commozione. Compleanno per l’Unione società sportive di Monza. Per capire i primi 40 anni di questo sodalizio monzese, bisogna inforcare le lenti spesse e mettere gli abiti di un simpatico “brontolone”. Pietro Mazzo. Dietro il fare burbero nasconde un carattere d’oro. Come le stelle al merito sportivo che ha distribuito per anni. Mazzo è da sempre innamorato della sua città. Ha voluto che la cerimonia del passaggio di testimone alla guida dell’associazione da lui fondata, fosse celebrata con i fasti di un tempo. Con i “sacerdoti” che lo hanno seguito in questi anni a volte bui e tempestosi. Sino a giovedì sera ai tavoli del tempio laico per eccellenza di Monza come lo è la cattedrale dello Sporting.

LACRIME E SPORT – Si è commosso molto Mazzo giovedì sera. Un mix di interventi e una spolverata ai ricordi. Le medaglie al valore, le targhe, le pacche sulle spalle. Una vita di battaglie. C’era tanta gente. Gente che conta. I soldi, i voti, le medaglie. Un elenco sterile dei presenti servirebbe solo a gratificare la vanità dei citati. Ma non abbiamo mai rincorso tali sirene di gloria. Per capire il vero significato della “cerimonia” bastava però guardare quelli seduti al tavolo suo. Del presidente Mazzo. Gente come Paolo Guaitamacchi arrivato per caso all’autodromo un pugno di anni fa con un’idea stramba in testa. Fare pulizia. Ci è riuscito a caro prezzo. Come Enrico Radaelli, ras dell’ACI Milano che di quel soffio di rinnovamento ne è stato l’artefice. E poi lei. Franca Casati che con Mazzo ha uno strano rapporto. Litigi epocali che ciclicamente dividono la città in due schieramenti. Chi tifa per l’uno chi per l’altro. Rappacificazioni celebrate con tutti i crismi della liturgia come se fosse la messa solenne di Natale. Simpatie, ed ancora ripicche tra vecchietti, ma alla fine i due non possono fare a meno l’uno dell’altro. Sono amici. Tutto questo fa parte di una Monza che sta lentamente sbiadendo nelle poltrone e negli interessi di parte. Negli anni che passano lentamente, ma inesorabilmente.

LACRIME E SPORT: LA CERIMONIA – Chi giudica la cerimonia laica nel salotto della Monza bene come una riunione di reduci fa un grosso errore. Non ci sono cantieri da sorvegliare modello pensionati. Non si sono poltrone da ricoprire. L’Ussm rappresenta un tentativo di aggregazione sul territorio che ha superato la barriera dello spazio e del tempo. In tempi passati è stata scudo e polmone di battaglie epocali. Se l’autodromo di Monza è ancora lì dove è certo lo si deve a tante persone e associazioni (amici dell’autodromo in primis) ma anche un grazie va a Mazzo e l’Ussm. Lo stesso che ci ha messo la faccia davanti al giudice e testimoniato ai processi. In questi tempi da lupi e con tali chiari di luna menefreghisti val bene una medaglia. Ed ecco la torta, le candeline, gli applausi, le lacrime e la commozione. Non sappiamo se il suo successore alla carica (Fabrizio Ciceri) sarà all’altezza sua. Quello che possiamo fare sono gli auguri sinceri che la retta via l’ha segnata anni fa il maestro Mazzo. In quello scantinato di via Amati, fumoso e poco illuminato, ma sincero…

Marco Pirola

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here