Siria Monza: l’inviato di Assad e l’altra faccia della Siria

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Nabil Toumeh senatore del partito di governo ha inserito Monza nel viaggio informativo in Italia

Siria Monza, viaggio andata e ritorno. La verità di Assad passa attraverso Monza. Una fotografia di come stanno le cose laggiù. Un racconto “diverso” della situazione spiegato dagli occhi, dai gesti e dalle parole di chi ha nelle orecchie il fragore delle bombe. E sul corpo pure le cicatrici dei proiettili. Una tappa importante per “l’ambasciatore” del governo siriano. Impegnato in un tour in Italia per spiegare la propria versione di quanto sta accadendo in Siria. Una versione a tratti sconvolgente. Diversa da quella presentata dai media occidentali. Gli unici che hanno avuto il coraggio di “sfidare” questo muro di indifferenza sono stati i ragazzi di Lealtà ed Azione di Monza. Lo hanno invitato. Per sentire. Ascoltare. Farsi un’idea. Capire.

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Siria Monza: L’incontro

A fare gli onori di casa Alessandro Ciano Piazza. Reduce della missione in Palestina dove i ragazzi di Lealtà ed Azione hanno contribuito a sistemare il campo di calcio di Betlemme. Attento osservatore. Avido di sapere come si addice agli uomini veri. Ciano fa una cosa rara di questi tempi: ascolta. Il rappresentante di Assad era accompagnato da un interprete (anche se non ne aveva bisogno e si faceva capire benissimo) e da Lele Petrucci in veste di anfitrione. Un dialogo a tutto campo che ha compreso pure i Simpson americani. In una puntata del 1997 già predicevano la guerra in Siria. La puntata è ancora su Youtube e vederla oggi sembra scritta da un profeta. Racconta per filo e per segno quello che accadrà anni dopo. Questo per sottolineare che quello che sta succedendo in Siria è stato studiato a tavolino. Dagli Stati Uniti. Non molto diversi sono i russi che hanno interesse a difendere il presidente Assad. Un gioco sulla pelle siriana con una posta altissima: il popolo siriano appunto.

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Siria Monza: la guerra

Aleppo, i bombardamenti, la fame. Le bombe sugli ospedali. Nabil Toumeh. Il proconsole di Assad è stato molto chiaro. Nella città di Aleppo solo il 25% del territorio cittadino è interessato dalla guerra e dalla distruzione. E’ il quartier dove sono trincerati quelli che chiama terroristi. Nella restante parte della cittadina tutto si svolge regolarmente con tanto di mercati, incontri religiosi. Le bombe sugli ospedali? Come si fa a chiamare ospedale due ambulanze o camion che tirano un telone in una zona di guerra dove a pochi metri si spara? E giù con le cifre degli ospedali di Aleppo. Venti prima della guerra. E pure grandi ed efficienti. Sono stati i primi ad essere mitragliati dai terroristi. Terroristi e come non chiamare tali le persone che lo scorso anno hanno piazzato una bomba sotto l’auto del suo segretario che ora vive su di una sedia a rotelle senza gambe? Il senatore ha un attimo di commozione nel ricordare l’episodio. Poi l’invito: informatevi, ascoltate anche altre fonti. In Siria non tutto è vero di quello che raccontano i Media manipolati dagli americani. Poi la foto di rito. Lo scambio di auguri e poi via verso un’altra missione informativa.

Marco Pirola

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