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Triste epilogo per un Airone a Seveso

Seveso morto l’airone recuperato dall’Ente protezione animali. Un airone è morto in un centro recupero animali per le condizioni precarie a seguito dell’intervento da parte dell’Enpa di Monza. Un finale drammatico che avremmo anche evitato di raccontare. L’esemplare si aggirava per il comune di Seveso in condizioni di salute precarie da almeno un giorno.

Seveso morto: avvistamento e recupero

Tutto nasce dalla segnalazione di una signora all’Enpa Monza Brianza, che fornisce subito alla “testimone” gli estremi dei referenti per il recupero del volatile. Guardia Forestale e Polizia Provinciale. Encomiabile lo scrupolo degli addetti della sezione monzese Enpa. Circa 40 minuti dopo la chiamata, sono loro stessi a ricontattarla per avere aggiornamenti del caso. Non buoni a dirla tutta. Due volontari prendono allora l’iniziativa e partono alla volta di Seveso. Per tentare quella che ha tutte le credenziali della mission impossible. Giunti sul posto, prelevano il pennuto e lo portano di corsa al centro recupero animali selvatici (CRAS) più vicino. Quello di Vanzago (MI), gestito dal WWF. Gli operatori constatano da subito lo stato di debolezza dell’animale. Il verbale di prima visita è un presagio di estrema unzione. “Debolezza, con conseguente difficoltà/impossibilità al volo dovute a malnutrizione”. Il trapasso peraltro non tarda a sopraggiungere.

Seveso morto: guida per inesperti

A qualcuno sarà già capitato, ad altri potrebbe succedere. Come muoversi quando ci si imbatte in un animale di fauna selvatica che versa in difficoltà. È bene sapere che l’ente preposto alla salvaguardia della fauna selvatica è il Corpo Forestale dello Stato. Su tutto il territorio nazionale vige il divieto di cattura di animali selvatici, il prelievo di nidi e di uova e l’asportazione di piccoli nati. Indipendentemente dal loro status di tutela. In caso di avvistamenti di esemplari di fauna selvatica apparentemente in difficoltà o feriti, si deve avvisare subito la Provincia o il Comune competenti. O il Corpo Forestale dello Stato, chiamando il numero verde 1515. In alternativa, la Polizia Provinciale.

Matteo Lucchini

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