Renate/Veduggio: Don Melesi e l’esperienza di San Vittore

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Un incontro suggestivo, un argomento spinoso: le carceri. Affrontate secondo la prospettiva di chi cerca di portare anche nelle case circondariali una speranza, ma non solo. Anche la voglia di offrire a chi si trova dietro le sbarre una prospettiva diversa. Domenica, all’auditorium “Le radici” di Renate si è svolto un incontro organizzato da Maltrainsema, una nuova associazione formata da giovani di Renate e Veduggio che hanno voglia di impegnarsi e di creare dei veri momenti di aggregazione. “Prete da galera” – questo il titolo dell’iniziativa – ha visto protagonista don Luigi Melesi, il parroco salesiano che è stato cappellano a San Vittore dal 1978 al 2008.

Un’esperienza dura, seppure sostenuta dalla fede. “Don Luigi – raccontano i ragazzi di Maltrainsema –  ci ha parlato di come i detenuti, prima di essere tali, siano degli uomini, che hanno il diritto di essere ascoltati, facendo passare il fondamentale messaggio che bisogna dedicarsi alla persona e non al reato da essa commesso. Da qui la necessità di una pena riabilitativa e rieducativa, con la conseguente esigenza di una riforma di tutto il sistema giudiziario”. Don Melesi ha ricordato alla platea la teoria di don Giovanni Bosco, fondatore proprio dei Salesiani, basata sulla possibilità di redenzione solo grazie all’instaurarsi tra “carcerato” e “carceriere” un rapporto basato su fiducia e amicizia. Di certo, c’è che l’incontro ha avuto un grande successo. Ad ascoltare l’ex cappellano c’erano, infatti, oltre 160 persone. “Siate tutti educatori” è stato il finale di don Melesi.

 

 

 

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