Rapinatori di Besana e Seregno in trasferta in Svizzera

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Individuati due brianzoli come autori di un colpo in Canton Ticino

Rapinatori di Besana Brianza e Seregno presi in Svizzera. Andarono in trasferta su suolo della Confederazione elvetica. Qui depredarono a mano armata il portavalori di un grossista rifornitore di vari uffici-cambio. Ora sono stati arrestati in Italia.

Rapinatori: le indagini

Individuati a distanza di meno di sette mesi dal colpo. Messo a segno nella mattinata di mercoledì 30 marzo ad Agno (Canton Ticino). Sotto rinvio a giudizio e si prospetta il processo alle Assise criminali in Lugano, un 62enne ed un 57enne. Cittadini italiani, residenti in Brianza.

Rapinatori: le accuse

Rapina aggravata ed atti preparatori punibili. Cioè la fase di progettazione di un altro assalto, l’imputazione principale a carico di Salvatore Corigliano di Seregno e Francesco Colloca di Besana Brianza. Per il secondo, il più anziano, ipotizzato anche l’abuso delle targhe. Ovvero l’utilizzo di targhe false o acquisite illecitamente su un veicolo. Caduto l’addebito per il reato di rapina aggravata contro un terzo soggetto. Il 51enne Paolo Cavorsi da Dairago (Milano), contro il quale verrà tuttavia promossa l’accusa di atti preparatori punibili per la seconda rapina. Rapina che il terzetto aveva intenzione di compiere ai danni di altra società.

Rapinatori: il colpo

Meticolosa, si direbbe, la preparazione del colpo. Probabilmente studiati i tempi ed i movimenti del corriere portavalori. Intorno alle ore 9.45 di quel giorno fu affrontato all’esterno di un ufficio-cambi di contrada San Marco ad Agno. Pochi istanti prima della consegna del denaro. Imprecisata la somma, alcune fonti parlarono di oltre 100’000 franchi ovvero circa 100’000 euro. Alla minaccia con un’arma, seguirono l’aggressione fisica da parte di uno dei due malviventi e la fuga su di uno scooter in direzione di uno dei valichi di confine sul fiume Tresa. Gli elementi acquisiti dagli agenti della Polizia cantonale, in particolare circa l’autore materiale della rapina, costituirono indizio utile al fine di restringere il campo delle indagini. Indagini svolte in collaborazione con le Forze dell’ordine italiane. Decisivo lo scambio di informazioni che condusse in breve all’arresto di Salvatore Corigliano e di Francesco Colloca oltre che dell’uomo con cui essi avevano progettato di puntare su un nuovo obiettivo.

Rapinatori: la difesa

Tutti e tre gli imputati sono assistiti da difensori d’ufficio, gli avvocati Didier Lelais in Lugano, Andrea Sanna in Lugano e Roberto Rulli in Chiasso. L’inchiesta è stata coordinata dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti. Fissato a lunedì 31 ottobre il termine ultimo per la presentazione di eventuali istanze probatorie.

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