Quando Adele parla in dialetto

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LA CURIOSITA’ – Due anni fa era toccato ai Beatles, il più celebre quartetto musicale della storia. Ora ci riprovano con Adele. Chi avrebbe mai detto che una cantante di fama mondiale, già vincitrice di un Premio Oscar, di un Golden Globe e di ben nove Grammy Awards come Adele sarebbe stata tradotta in dialetto lombardo? Eppure è successo. È uscito in libreria, sabato 9 novembre, “21 – Vintùn”, versione in lingua “lombarda occidentale” delle canzoni di Adele, interpretate da Lucia Lella.

L’OPERA – Il primo CD di canzoni d’amore in lengua mader tutto al femminile. Il disco “21” di Adele Adkins, pubblicato nel 2011, ha rappresentato sinora il più imponente fenomeno musicale del XXI secolo, che ha portato alla giovanissima cantante inglese alla fama mondiale. Ora l’Opificio Monzese delle Pietre Dure (con il supporto della “Regio Insubrica”) ripropone il libro-CD “21 – Vintùn” , con le stesse canzoni dello splendido album di Adele tradotte in dialetto lombardo. Una trovata senza dubbio originale, dato che sono rari i casi di una voce femminile che canti in lengua mader.

LE CANZONI – Altra novità dell’iniziativa il fatto che queste interpretazioni in dialetto lombardo siano tutte canzoni d’amore. Dunque “21 – Vintùn” conferma non solo che le voci femminili possono cimentarsi nel canto in “lengua”, ma anche che si possono cantare appassionanti canzoni d’amore in dialetto lombardo. Il che sfaterebbe il mito secondo cui il dialetto è confinato al linguaggio “da osteria e bicchiere di vino rosso”. Anzi, le versioni in dialetto lombardo delle canzoni di Adele risultano ancora più intense, merito della traduzione dall’inglese a cura di Renato Ornaghi.

 

L’ABBINAMENTO – Interessante il fatto che nel libro ognuna delle dodici canzoni di Adele è abbinata a una delle dodici principali città insubri: Bellinzona, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza, Novara, Pavia, Sondrio, Varese, Verbania. Un modo senza dubbio originale per approfondire la conoscenza dell’affascinante e variegato territorio d’Insubria, storicamente noto come Ducato di Milano.  “Le lingue locali affondano le radici nel proprio territorio e sono più in grado di esprimere concetti e sensazioni in una maniera incisiva, credibile, legata alla realtà di tutti i giorni”, afferma la cantante Lucia Lella, originaria di Bari ma residente in Lombardia da ormai 30 anni. Lucia Lella ha come progetto futuro principale quello di continuare a cantare, in italiano, inglese o dialetto lombardo, nella speranza di aver riportato a nuova vita la lengua mader raramente utilizzata in ambito musicale.

di

Federica Gatti

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