Provinciali Monza e Brianza elezioni per pochi

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Gli 862 consiglieri della Provincia hanno votato se stessi tra poche sorprese

Provinciali Monza senza grosse sorprese nei risultati. Quello uscita dal voto è lo stesso “baraccone” di prima. Un effetto “malato” della legge Delrio sopravvissuta al referendum costituzionale bocciato dagli elettori. Niente di nuovo nel risultato. E nel presidente che rimane in carica lo stesso sino ad ottobre 2018. E niente di nuovo sotto il sole perché i risultati servivano solo agli equilibri interni dei partiti. Le segreterie di tutti gli schieramenti si sono date un gran da fare per portare al voto i proprio rappresentanti. Unica eccezione i grillini che avevano l’ordine di scuderia di rimanere a casa. E così è stato.

Provinciali Monza: il meccanismo di voto

Sedici i posti a disposizione. Votavano solo sindaci e consiglieri comunali. Il loro voto non è uguale. C’è il meccanismo del voto ponderato. I Comuni più grossi valgono più di quelli piccoli. Un esempio: Monza ha un indice di ponderazione pari a 456. Venti volte quello dei consiglieri di Aicurzio e Correzzana. Più del doppio di Lissone e Seregno.

Provinciali Monza: Pd

Il segretario provinciale (come ai tempi d’oro) doveva risultare primo. Così è stato, sacrificando un poco Roberto Scanagatti che è uomo di partito prima ancora che sindaco di Monza. Dieci gli scontatissimi eletti a cominciare dai sindaci dei rispettivi paesi. Eletti: Il segretario provinciale Pietro Virtuani (7.685). Roberto Scanagatti (4.356), Sergio Gianni Cazzaniga (4.278), Roberto Corti (4.076), Roberto Invernizzi (3.463). Concetta Monguzzi (3.318) Paola Bernasconi (3.192), Giacomo Biffi (2.695), Giovanna Maria Amodio (2.462), Valeria Fasola (2.190).

Provinciali Monza: Forza Italia

Forza Italia ottiene un seggio in più portandolo via all’alleato Fratelli d’Italia. Entra per il rotto della cuffia il sindaco di Seregno. Che Antonio Romeo sindaco di Limbiate arrivasse primo lo dicevano i numeri. E pure la segreteria provinciale dopo l’accordo con Fabrizio Sala, vicepresidente in Regione. Gianni Faletra di Lissone, responsabile Enti Locali di Forza Italia, è un grande esperto di numeri. E uomini. Aveva inserito in lista Rosario Mancino di Fratelli d’Italia che la scorsa volta era candidato con una Lista civica. Risultato: Mancino ha portato i voti per il quorum del quarto consigliere, ma è rimasto fuori. Quello che il “matematico” Faletra non aveva previsto, è quel “diavolo” di Rosario Adamo. Il ferroviere di Forza Italia voleva arrivare in stazione. Ci è arrivato. Telefonata dopo telefonata. Amicizia dopo amicizia. Forte dell’appoggio di Domenico Riga, del senatore Andrea Mandelli e della figlia consigliere a Muggiò. Un paio di amici nel resto della Brianza e con il voto ponderale è arrivato in orario. Sfiorando, per una manciata di consensi, anche il colpaccio di arrivare secondo. Eletti. Antonio Domenico Romeo (4.186 voti ponderati), Riccardo Mario Borgonovo (4.088 voti ponderati), Rosario Adamo (3.959 voti ponderati), Edoardo Mazza (3.029 voti ponderati).

Provinciali Monza: Lega Nord

La partita era una sola. Tutti contro Andrea Monti. Il figlio di Cesarino Monti avversato dai Giovani Padani per via di quel cognome “ingombrante”. Monti ha rastrellato consensi nei piccoli comuni non ottenendo nessun voto da Monza saldamente in mano ai salviniani. E il voto di Monza pesa. Eccome. E’ arrivato primo stracciando il candidato della segreteria provinciale appoggiato dai notabili del partito. Eletti. Andrea Monti (5.092) e Andrea Villa (4.940).

Provinciali Monza: Brianza Civica

La Lista Civica delle Liste Civiche rimane a secco. Il redivivo Pietro Amati di Seregno non è riuscito nell’intento. Sopresa il risultato di Emanuela Beacco. La pasionaria di Giussano arriva seconda nella Lista ottundo consensi non solo in città, ma anche a Monza. Risultati dei non eletti. Pietro Amati: 1.563. Beacco: 1.014

Marco Pirola

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