Prostituta minorenne da Torino a Monza per battere

prostituta minorenne

Nigeriana costretta a prostituirsi salvata dai Vigili urbani di Monza

Prostituta minorenne costretta ogni giorno a percorrere 140 chilometri da Torino a Monza, per battere lungo viale Lombardia. La salvezza sono stati gli agenti della polizia Locale di Monza. A rischiare grosso sono anche i clienti della ragazzina che rischiano condanne da 1 a 6 anni.

Prostituta minorenne: il fatto

La ragazzina si è spacciata con i clienti per maggiorenne, ma un accertamento auxologico ha stabilito l’età. Secondo i parametri della legislazione internazionale, effettuato all’ospedale San Gerardo di Monza su insistenza degli agenti della Polizia locale del comando di via Marsala, ha permesso di stabilire che la ragazza dovrebbe avere tra i 15 anni e mezzo e i 16 e mezzo. Non certo 18, dunque.

Prostituta minorenne: la lite

A tradire l’età, il viso della ragazzina, per la prima volta notata a Monza. I vigili urbani erano impegnati in un pattugliamento della zona. Attorno alle 21.30 di lunedì sono dovuti intervenire per sedare una rissa tra tre donne connazionali della ragazzina. Tutte residenti a Torino, e di un’età compresa tra i 19 e i 24 anni. la lite era scoppiata con una coppia di moldavi, lui di 45 e lei di 44 anni, residenti a Monza, che erano a spasso con il cane. L’animale è stata la causa della discussione, poi degenerata in rissa.

Prostituta minorenne: la scoperta

Nell’identificare i coinvolti i vigili monzesi sono incappati in una prostituta di 19 anni irregolare sul territorio italiano e nella minorenne. Un controllo nella banca dati delle Forze dell’ordine ha consentito di accertare che la ragazza era già stata segnalata, ma si era qualificata come maggiorenne. Lo stesso ha ripetuto anche questa stavolta. Non è stata creduta e i vigili hanno fatto svolgere l’accertamento al San Gerardo. La ragazza, i cui genitori sono irrintracciabili, è stata affidata ai servizi sociali di Monza e poi trasferita in una struttura protetta fuori dal nostro territorio per allontanarla dal protettore. Anche i clienti ai quali gli agenti stanno tentando di risalire anche attraverso l’analisi del telefono cellulare della ragazzina, rischiano pene da 1 a 6 anni.

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here