Prostata galeotta: evaso di Monza tradito dal bisogno di far pipì

Prostata galeotta: la necessità di far pipì ha inguaiato un pregiudicato brianzolo evaso dagli arresti domiciliari

Prostata maledetta. Di questi tempi e con tali chiari di luna, fare pipì è diventato un problema serio. Come insegna il professore veneto licenziato per averla fatta dietro un cespuglio 11 anni fa. Ora è toccare ad un trentenne evaso. A chi non è mai capitato di stare per essere travolto da un’impellente necessità fisiologica, talmente impellente da far perdere il lume della ragione? Un trentenne, pregiudicato di Monza, la pipì contro il muro della stazione di Monza se la ricorderà per un bel pezzo. La pipì in cambio della libertà. Sarà stato il freddo, sarà la prostata, a volte la scelta può essere obbligata. A tradire l’altra sera un uomo appena evaso dagli arresti domiciliari è stato proprio quel non rinviabile bisogno o bisognino. L’uomo si era preso un paio di ore di libertà dalla sua abitazione dove era agli arresti. Aveva deciso di fare un giro nei pressi della stazione ferroviaria di Monza. Il pregiudicato, trent’anni, brianzolo, non ha infatti retto all’improvvisa necessità di fare pipì. E ha deciso di “farla finita” contro un muro della stazione. Il gesto non è sfuggito agli agenti della Polfer di Monza, che sono andati verso di lui per farlo desistere. Come si sono avvicinati l’uomo è scappato dandosi alla fuga. La ragione di tanta fretta è stata scoperta poco dopo, quando gli agenti, poi supportati anche dagli del Commissariato di Polizia di viale Romagna a Monza, hanno bloccato il trentenne e hanno scoperto che era evaso dagli arresti domiciliari.

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