Progetto Lissone libri in Tribunale

E alla fine la paura ha fatto 90. Nell’assemblea dei soci di Progetto Lissone, svoltasi lunedì 28 ottobre, la decisione è stata quella di portare i libri in Tribunale. Inizia così il calvario della società pubblico-privata che un tempo era stata fiore all’occhiello della città ed è finita miseramente sommersa dai debiti. Con conseguente strascico di polemiche, visto il tentativo fallito dell’amministrazione di sinistra di tenerla in vita con una ricapitalizzazione che ha lasciato sul campo molte perplessità sulla gestione. (link)

Il sindaco Concettina Monguzzi ha sostenuto, davanti ai soci incazzati, che vantano crediti di decine di migliaia di euro di non essere riuscita a trovare nessun liquidatore disposto a metterci la testa sui conti e la faccia per cercare di venire a capo del buco milionario lasciato. Strano. O forse non c’è stata una precisa volontà di trovarlo.

Ed allora dritti verso piazza Garibaldi. Ora il Tribunale nominerà un curatore fallimentare che provvederà a fare l’inventario di beni e crediti di proprietà di Progetto Lissone. Si aprirà così una lunga vertenza giudiziaria con il Comune sul credito che la società vanta per avere realizzato migliorie su immobili comunali mai pagate (la madre di tutte le richieste). Migliorie certificate anche da una perizia. Non esistendo contratto tra pubblico e privato il Tribunale condannerà il Comune a pagare i debiti. E qui viene il bello. Dopo questa operazione la Corte dei Conti sarà “costretta” ad intervenire chiedendo agli amministratori attuali di pagare di tasca propria il debito proprio perché manca un contratto. Un autentico boomerang per il Comune.

Ma questa brutta vicenda a cavallo tra politica ed affari, ha anche un quasi finale con beffa. L’architetto Maurizio De Caro, factotum di Osservatorio colore e cacciato con ignominia proprio dalla giunta di sinistra appena insediata, ha vinto una commessa da 55 milioni di euro. Una parte di questi soldi, destinati ad arredi e mobili, sarebbe stata sicuramente assegnata a Progetto Lissone salvando la società dal fallimento. Complimenti a chi ha gestito la vicenda (Concettina Monguzzi). A chi se ne è lavato le mani sin da subito come Ponzio Pilato (Roberto Beretta) e auguri agli artigiani e commercianti lissonesi che ci avevano creduto e saranno gli unici a pagare. E sì perché per chi non lo sapesse gli amministratori pubblici sono coperti da assicurazione obbligatoria per vicende che implicano responsabilità risarcitorie

Marco Pirola

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