Progetto Lissone, fallimento a tempi di record

lissone-comune

Chi lo ha detto che la magistratura va a rilento? A giudicare come si sono mosse le cose per Progetto Lissone Spa sembra proprio il contrario.

LA DECISIONE L’istanza di fallimento in proprio della società a maggioranza pubblica, partecipata dal Comune di Lissone per il 51%, è stata presentata in Tribunale a Monza giovedì 31 ottobre. L’atto porta la firma dell’avvocato Antonio Erba. Il fascicolo, nonostante i tre giorni festivi è stato assegnato, a velocità della luce, alla dottoressa Cinzia Fallo che si occuperà di liquidare il “baraccone” che Progetto Lissone era diventato nonostante la ricapitalizzazione di luglio voluta dalla giunta di sinistra. Un autentico record l’assegnazione se si pensa che per i comuni mortali i tempi di attesa sono molto più lunghi. Il magistrato avrà il suo bel da fare nel ricostruire la vicenda. Ci limitiamo a sottolineare alcune “stranezze” della vicenda con una domanda finale.

PRIMA STRANEZZA 31 dicembre 2010. Progetto Lissone emette una fattura per 498mila euro a Osservatorio Colore per lavori eseguiti su immobili comunali (ex scalo merci). Non risulta nessun contratto tra Comune e Progetto Colore.

SECONDA STRANEZZA Osservatorio Colore per operare è costretto ad appoggiarsi ad una Srl con capitale sociale di 20mila euro. E chi è l’amministratore di tale società? Sergio Allievi, il presidente di Progetto Lissone. I lavori fatti su immobili comunali non vengono pagati e la Srl viene chiusa.

TERZA STRANEZZA Visti sfumare i 498mila euro Progetto Lissone nel 2011 si riaccolla il debito e iscrive ad attivo beni di proprietà comunale come l’impianto elettrico, l’ascensore, i vetri, il soppalco dell’ex scalo merci. E pure il progetto. Nello stilare il bilancio 2012 i sindaci della società devono cancellare i debiti inesigibili oltre che i contenziosi dubbi ed altro ancora.

QUARTA STRANEZZA L’amministrazione di Concettina Monguzzi approva due bilanci senza nulla eccepire. Fidandosi di pezzi di carta senza nessun valore. Non solo, ma a luglio di quest’anno dà il via ad una ricapitalizzazione in base ad una lettera d’intenti per un villaggio fantasma. Non tutti gli assessori sono d’accordo. Qualcuno (Roberto Beretta) pur sapendo tace. O per lo meno non riesce ad imporre la propria volontà.

QUINTA STRANEZZA ad ottobre 2013 scoppia il bubbone in Consiglio comunale. E si scopre il buco viene proposta dalla maggioranza una fantomatica commissione d’indagine che altro non serve che a perdere tempo. Perché non viene avviata un’azione di responsabilità penale verso il Cda di Progetto Lissone per tutelare il Comune? Come mai tutte queste esitazioni, c’è qualche negligenza da coprire?

LA DOMANDA Ma l’avvocato Erba, bravissimo e velocissimo nell’occasione, quando ha ricevuto il mandato per essere pronti così presto a poche ore dalla decisione del Cda?

Marco Pirola

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here