Progetto Lissone: Io non c’ero e se c’ero dormivo…

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Io non c’ero e se c’ero dormivo. Buona la seconda. Almeno a giudicare da quel che scrive il Listone sul proprio sito internet a proposito di Progetto Lissone. La società che sulla carta avrebbe dovuto sostenere l’economia lissonese, si avvia verso un mesto tramonto (con un buco stimato in 1,5 milioni di euro e un’iniezione ancora lo scorso luglio di 196mila euro) ed è già scattata l’ora del fuggi fuggi. Strano, perché quelli del Listone erano gli stessi che, quando stavano all’opposizione, non perdevano occasione per lanciare i loro strali contro il funesto “carrozzone”. Dopo aver votato un cospicuo versamento di soldi dei cittadini nelle casse della società che tanto odiavano, adesso “scoprono” che si naviga verso il fallimento. Ma loro, come spiegano, mica lo sapevano. Si sono fidati. 

“Sì, è vero: ci siamo fidati – scrivono sul sito web – Sindaco in testa, ci siamo fidati di un bilancio che dichiarava molte meno perdite del reale e soprattutto di una lista di commesse che sarebbero partite non appena avuta la certezza che Progetto Lissone aveva le gambe per continuare ad esistere”. 

Di solito dei bilanci non ci si fida. Di solito i bilanci si leggono. E i numeri, a differenza di qualche politico, non mentono. Ma il Listone ha fatto anche di più. Ha partecipato alle riunioni.

Sono ancora loro a raccontarlo: “Non si contano gli incontri e le analisi prima di decidere di impegnare, nel luglio scorso, 196.000 euro pubblici per tentare di rianimare Progetto Lissone. Ma chi – concludono – davanti ad un parente grave e ai medici che dicono ‘Se lo operiamo forse avrà ancora qualche anno di vita’ non ci prova?”.  

Al di là dell’azzardata metafora – non fosse altro che per i soldi non loro, ma dei lissonesi, buttati al vento, vien da chiedersi che ci andassero a fare alle riunioni se era una questione di fiducia. Basta fidarsi. Anche – proseguono – “di quei dati presunti – ma più volte giurati e spergiurati – che si sono rivelati inconsistenti”. 

Almeno abbiamo scoperto una cosa. Che per affrontare i problemi, la maggioranza di sinistra ha un nuovo metodo: credere ai giuramenti. Chissenefrega dei bilanci, basta dar credito a qualsiasi cosa venga “giurata e spergiurata”. Chissà se anche il bilancio comunale viene preparato sulla base di variegate credenze. Magari, nella speranza di un miracolo, visti i tempi di magra. 

Una cosa vorremmo però che credesse il Listone. Che siamo immensamente curiosi di vedere l’elenco, peraltro già nelle mani del sindaco Concettina Monguzzi, delle aziende che Progetto Lissone ha fatto lavorare in tutti questi anni. Siamo capaci di aspettare tutto il tempo che ci vuole. Però, una cosa: noi non ci fidiamo…

 

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