Post contro i terroni il perché della condanna alla leghista

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Le motivazioni della sentenza contro l’ex consigliere provinciale Galli della Lega Nord

Post contro i terroni le motivazioni della condanna a 20 giorni di carcere (pena sospesa). Un ritorno al passato per la Lega che aveva fatto dell’avversione ai meridionali un cavallo di battaglia per decenni. Quello slogan “Forza Etna, Forza Vesuvio” è costato caro all’ex consigliere provinciale di Monza e Brianza Donatella Galli. Il Tribunale di Monza ha reso pubbliche le motivazioni che hanno portato l’esponente del Carroccio sul banco degli imputati prima. E alla condanna poi. Motivazioni che faranno scuola per il futuro in ambienti avvelenati come lo Sport, Internet. E la politica appunto.

Post contro i terroni: le motivazioni dei giudici di Monza

“Forza Etna, Forza Vesuvio e Marsili”. L’auspicio formulato dall’imputata nel suo icastico post all’immagine della penisola italiana vista dal satellite – ha spiegato il magistrato – non ha altro significato che auspicare la distruzione del Meridione d’Italia attraverso catastrofi naturali”. Il tutto per raccogliere consensi alle sue frasi cariche “di avversioni, rese evidentemente a rafforzare il proprio senso di appartenenza in contrapposizione ad un’altra comunità di persone, proprio dall’imputata definite e negativamente connotate per il solo essere originarie del Meridione d’Italia”.

Post contro i terroni: la vicenda

Nell’ottobre del 2012 Donatella Galli di Barlassina aveva inneggiato allo sterminio dei meridionali con l’eruzione dei due vulcani che si erano risvegliati in quel periodo. L’ex consigliera provinciale leghista di Monza Brianza era stata anche poi candidata sindaco nel 2014 a Barlassina (10,85%). Era accusata di istigazione all’odio razziale da Angelo Pisani. Un avvocato di Napoli ex presidente della VIII Municipalità del capoluogo campano. La Galli era stata condannata dal giudice del Tribunale Penale di Monza Elena Sechi. Venti giorni di reclusione. Pagamento delle spese processuali e al simbolico risarcimento danni alla parte offesa. Cifra che verrà data in beneficenza. L’avvocato difensore dell’esponente politico ha sempre cercato di minimizzare il post. Parlando di una banale presa in giro. Uno scherzo insomma. uno slogan. Niente da fare. I giudici di Monza non le hanno creduto. La condannata aveva a suo tempo già annunciato ricorso in Appello.

Marco Pirola

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