operai licenziati roncello

Lavoratori alla fame mentre la proprietà investe i soldi ricevuti dallo Stato in Usa, Cina e Malesia

Operai licenziati alla K-Flex di Roncello. Dopo 42 giorni di “assedio” alla fabbrica da parte dei lavoratori, la speranza di risolvere la questione è ridotta al lumicino. Un film già visto troppe volte anche da queste parti. Le tute blu sono state davanti ai cancelli giorno e notte anche per evitare che la proprietà smontasse i macchinari per spedirli all’estero. Pure questo un cortometraggio già visto. Fallite le trattative, per i 187 dipendenti c’è solo una certezza: l’arrivo della politica. Questa mattina (domenica 5 marzo) ai cancelli si è presentato pure Luigino Di Maio. I grillini cavalcano la protesta sacrosanta superando il Pd a sinistra. Del resto qualche mese fa non molto lontano da lì, i Cinque Stelle hanno strappato alla sinistra il comune rosso per eccellenza: Vimercate.

Operai licenziati: i sindacati

“Dai bilanci e dalla rendicontazione delle società controllate emerge in modo chiaro che la K-Flex ha utilizzato soldi pubblici per consolidare le proprie quote di mercato all’estero. Quel denaro è dei contribuenti italiani e poteva essere utilizzato per salvare il destino dei 187 operai dell’unica sede italiana. Quella di Roncello”. Il giochino è semplice. La K-Flex acquisisce aziende all0’estero senza più speranza di andare avanti. Incassa i finanziamenti messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti. Controllata all’80 per cento dal ministero dell’Economia. Con i soldi “pubblici” finanzia le aziende estere ed incassa gli utili.

Operai licenziati: la storia dell’azienda

Nata nel 1989, la K-Flex è l’azienda ai primi posti nel mondo per la produzione di isolanti. Isolanti che gestiscono caldo e freddo con applicazioni in tutti i campi. Dal ferroviario al navale, passando per il campo petrolifero. Lo scalo di Malpensa e il Teatro alla Scala di Milano hanno usato gli isolanti della K-Flex. La multinazionale ha il “cervello” o meglio aveva, in Brianza. A Roncello. Negli Stati Uniti, a Youngsville in Louisiana, l’azienda sta realizzando una nuova unità produttiva. Sfruttando anche la nuova politica di Trump che favorisce le aziende che investono negli Usa.

Operai licenziati: la proprietà

“Siamo imprenditori e andiamo dove il mercato ce lo chiede. Dove c’è lavoro”. Chiosa Amedeo Spinelli il fondatore. Tre giorni fa proprietà ha confermato gli esuberi anche davanti alla richiesta del governo di un nuovo piano industriale. “Lo squilibrio tra domanda e offerta e le gravi carenze strutturali dello stabilimento di Roncello rendono impossibile potervi proseguire l’attività e anti-economico il mantenimento in essere del sito. La conseguenza è di dover cessare l’attività produttiva della sede di via Leonardo da Vinci”. Non una parola sui soldi ricevuti dallo Stato ed utilizzati all’estero. Al momento gli unici lavoratori che la K-Flex intende salvare sono quelli del reparto ricerca e sviluppo e della logistica. In tutto 60 persone in tutto.

Marco Pirola

Commenti