Veduggio: La Mendola andò al Pronto soccorso il giorno del delitto

Ci ha provato due volte e in entrambi i casi gli fu data l’assistenza d’urgenza. Giuseppe La Mendola, il 42enne che venerdì ha ucciso i genitori colpendoli con un sottovaso di cristallo, era al pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo poche ore prima del delitto. A confermare nero su bianco è la stessa azienda ospedaliera. In un comunicato, infatti, rende noto che l’uomo, da tempo affetto da disturbi psichici, si era recato al pronto soccorso sia la sera del 13 febbraio sia la mattina del giorno dell’omicidio, il giorno di San Valentino. “La valutazione delle psichiatra di guardia – spiegano dal San Gerardo – ha complessivamente evidenziato lo stato similconfusivo e l’incapacità di descrivere i propri contenuti idetici e il proprio malessere”. In realtà la storia medica di La Mendola è lunga e travagliata. Risale infatti al 1993 il primo contatto con il centro psico sociale di Besana Brianza per visite, prescrizione di farmaci o certificazioni che andarono avanti fino alla chiusura del Cps avvenuta nel 2005. Dal 2003, però, il 42enne era seguito da uno psichiatra privato. Nel linguaggio burocratico si legge che “nel 2012, in data 04.04.2012, a seguito di richiesta di tipo sociale rivolta al personale infermieristico, gli viene fissato un appuntamento che però è disdetto dallo stesso interessato 24 ore dopo. Dal 2012 ad oggi il paziente non viene più visto dal Cps, in quanto da lui dichiarato di essere seguito privatamente da specialista con ultima annotazione in cartella del Cps per appuntamento con tale specialista in data 06.04.2012”. Tradotto una storia di disagio scoppiata come una bomba. Un rapporto con i genitori, sempre più disperati per quel figlio problematico, da rimetterci alla fine la vita. Una famiglia spezzata che aveva trovato in Brianza una terra d’adozione aperta e accogliente e una comunità che ora è sotto choc.

 

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