Nomine Autodromo Monza: il nuovo Cda Sias

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Pierlorenzo Zanchi, Peter per gli amici, il nuovo presidente di Sias

Nomine autodromo Monza: c’eravamo tanto amati. Come nel film. Nuovo Consiglio di amministrazione Sias, vecchi problemi e solite polemiche. Alla fine a cantare vittoria è Angelo Sticchi Damiani, patron di Aci Italia. Suo il presidente, sua la regia dell’operazione. La gestione della vicenda da parte della coppia brianzola (Dell’Orto-Ferri) assomiglia sempre più alla campagna di Russia di mussoliniana memoria. Iniziata male e finita peggio. Iniziata con il siluramento e finita tra carte bollate.

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NOMINE AUTODROMO MONZA: IL NUOVO CDAPeter Zanchi, commercialista milanese di 62 anni, pilota di rally, attualmente è capo della Commissione Sportiva dell’ACI Milano, dopo esserne stato anche il presidente. E ‘il nuovo presidente della società che ha in gestione la pista di Monza. Completano il resto della squadra: Maddalena Valli (Automobil club Udine). Alfredo Scala (vecchia conoscenza della pista monzese). Direttore dell’Autodromo di Vallelunga, scelto quale rappresentante dell’Automobile Club d’Italia. Alberto Ansaldi (Automobil club Milano), direttore dell’AC Trento distaccato a Milano, incarico assunto ad interim in attesa della nomina dei comuni di Monza e Milano proprietari dell’impianto. Paolo Longoni, di Carate, commissario sportivo internazionale e figlio di Bruno Longoni, già presidente del Cda della Vetroservice srl di Cernusco Lombardone, protagonista in tempi recenti (2014) della battaglia per la conquista di ACI Milano quando era in lista con Carlo Valli e il monzese di Nola Michele Nappi. Bruno, il padre di Paolo, può vantare ottimi rapporti con l’avvocato Enrico Gelpi e l’onorevole lecchese di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla. Fuori (per loro scelta) Enrico Radaelli, presidente di Aci Immobiliare che ha il 30% delle azioni Sias ed Ivan Capelli, presidente Aci Milano (70%) delle quote. Nella cinquina non ci sono nomi espressione della Regione Lombardia. Prima di nominare i nuovi consiglieri, l’assemblea ha votato, approvandola, la revoca di Andrea Dell’Orto, presidente e Amministratore delegato di Sias. A motivazione della “giusta causa” sono state compilate tre paginette di verbale di assemblea. Sono stati addotti risultati economici negativi (1,4 milioni di passivo a fronte degli oltre 3 dell’anno precedente, come da Cda di martedì). Nella conferenza stampa di due settimane fa i debiti annunciati erano di 1,6milioni di euro. Aumento dei costi. Compensi (gli 80 mila euro lordi annui per Dell’Orto), difficoltà di comunicazione con Acm che hanno fatto venire meno il rapporto di fiducia con i soci. ma soprattutto le nuove iniziative onerose avviate come il progetto, ora naufragato e pagato, delle modifiche alla pista per consentire la corsa delle moto.

Sticchi Damiani, Maroni e il telefonino di Dell'Orto presidente Sias
Sticchi Damiani, Maroni e Andrea Dell’Orto ex presidente Sias

NOMINE AUTODROMO MONZA: BOCCIATE LE MOTO – Bocciata la variante della pista per le moto. Prima del Consiglio la Commissione Aci Italia che si era riunita a Roma, aveva bocciato il progetto su cui il duo Dell’Orto-Ferri avevano puntato. Motivi tecnici tra cui il fatto che le monoposto di Formula1 sarebbero arrivate alla staccata a 345 km/h, non trovando un’adeguata via di fuga per quelle velocità. Si allontana, quindi, la prospettiva di rivedere le moto a Monza.

Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci Italia, aspetta il treno giusto alla stazione di Rho
Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci Italia, aspetta il treno giusto alla stazione di Rho durante Expo

NOMINE AUTODROMO: FERRI – Il procuratore attuale rimane in attesa che il nome dell’avvocato bolognese Federico Bendinelli, amico di lunga data di Bernie Ecclestone, venga fatto digerire da Ivan Capelli, presidente dell’ACI Milano. La momentanea riconferma di Ferri è scaturita da un compromesso in modo tale da accontentare tutti e non scontentare Capelli che qualche rospo lo ha ingoiato.

NOMINE AUTODROMO MONZA: DELL’ORTO – L’ex presidente affida la sua risposta ad un comunicato: “La richiesta di revoca per giusta causa è basata su motivazioni insussistenti. In un anno abbiamo migliorato i conti della società partendo da una situazione economica disastrosa. Il bilancio 2015, che ha chiuso con l’incremento dei ricavi di 5,2 milioni di euro, +18% rispetto al 2014, e con una perdita più che dimezzata rispetto all’anno precedente, è stato approvato dal Consiglio di amministrazione riunitosi ieri. Il nostro operato è sempre stato trasparente. Mi auguro che la revoca non crei discontinuità nelle trattative in corso, in particolare per quanto riguarda il contributo della Regione per mantenere il GP d’Italia a Monza”. Aggiunge poi di stare facendo un pensierino se ricorrere contro la giusta causa davanti al giudice. La solita litania ripetuta come un mantra durante questi giorni. Amen o se volete: ite missa est…

Marco Pirola

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