Acqua in Brianza: Forza Italia sgarbo alla Lega sulle nomine in Brianzacque

Acqua in Brianza: Forza Italia si prende le poltrone del centrodestra in Brianzacque

Giochi d’acqua tutti interni al centrodestra quelli per la nomina del nuovo Cda di Brianzacque. Le briciole di quello che un tempo era “l’impero Brianza” e ora è un terreno dove le correnti interne di Forza Italia sparano cartucce per assicurarsi l’ultima raffica di poltrone. E dal cilindro di Fabrizio Sala spunta Francesco Magnano, conosciuto più che per la parentesi di sottosegretario in Regione come “il geometra di Berlusconi“. E pure per le sue vicende giudiziarie che lo hanno visto condannare in primo grado ad un anno e mezzo di reclusione per avere incontrato in carcere, senza averne titolo, un arrestato per tangenti. Magnano è pure la chiave che apre la porta di Villa San Martino e che fa gli inviti (ogni tanto) per le cene tra i simpatizzanti ed iscritti di Forza Italia della Brianza con Silvio Berlusconi. Ma andiamo con ordine.

LE NOMINE IN BRIANZACQUE – Il pallino delle nomine in Brianzacque è stato, a questo giro, sempre in mano alla sinistra che ha aspettato paziente che Forza Italia risolvesse i suoi problemi interni. Tre tentativi falliti per varare il nuovo Cda (sceso da cinque a tre membri) e una gran mole di contatti tra sinistra e de centrodestra per varare l’assetto senza traumi. Due componenti alla sinistra e uno al centrodestra. Idem per i revisori dei conti del gestore unico del servizio idrico integrato in Provincia di Monza e della Brianza che controlla l’acqua in Brianza. Questo dicono i rapporti di forza tra i comuni soci passati nella ultima tornata amministrativa quasi tutti in conto alla sinistra. Quest’ultima problemi particolari non ne ha mai avuti nell’indicare i nomi ed era pronta da tempo. Il centrodestra no. Soprattutto perché Forza Italia non ha mai espresso un nome impantanata nei personalismi e correnti. La Lega si è sempre “accontentata” del revisore dei conti.

LA PARTITA DI FORZA ITALIA – Fabrizio Sala nella veste non tanto di vicepresidente della Regione, ma di commissario del partito, nelle nomine in Brianza si è sempre appoggiato a Franco Giordano, presidente di Gelsia, ex socialista, uomo di fiducia di Paolo Romani, ex pizzaiolo e letturista dell’Enel, ex uomo di sinistra a Lissone poi convertito sulla strada di Arcore anzi di Macherio visto che Magnano è un ex socialista come lui. Giordano aveva già nella società Brianzacque un suo nominativo, un suo uomo di fiducia (Gianfranco Mariani, ex presidente). Una settimana prima dell’appuntamento fissato per le nomine, Giordano aveva indicato Marco Fossati di Lissone come nominativo indicato da Forza Italia per quel posto. Una scelta “tranquilla”. Fossati è un onesto centrocampista che non da fastidio a nessuno. Una copertura per “nascondere” il vero candidato che era ed è stato, Francesco Magnano. Diego Confalonieri sindaco di Albiate in quota Lega si era occupato di trovare il revisore dei conti del Carroccio. In tasca aveva un nominativo pesante, del resto lui è il commercialista di Paolo Grimoldi, onorevole astro nascente della Lega e fedelissimo di Matteo Salvini.

LA SORPRESA – Il giorno fissato per le nomine la sorpresa. Francesco Giordano si presenta con anche la delega di Aeb, società di Seregno in quota Lega. In tasca ha una lista già compilata con due nomi. Uno per il Cda (Francesco Magnano) e l’altro per il Collegio dei revisori dei conti (Paola Paganelli). La Lega è spiazzata anche perché viene a sapere il giorno stesso che per i revisori dei conti era necessario fornire il nominativo di una donna e non di un uomo. Questi erano gli accordi che la sinistra (Boerci) aveva chiuso con Fabrizio Sala. Apriti cielo. Confalonieri deve fare marcia indietro e rinunciare al suo nominativo facendo così irritare non poco il leghista Andrea Monti che parla di spartizione del “partito della nazione”. L’articolo potrebbe finire qui se non fosse che il nominativo fatto da Franco Giordano e segnalato da Fabrizio Sala per andare a ricoprire la carica di revisore dei conti dice tante cose su come sta andando il gioco delle correnti in Forza Italia. Più che il nome, lo studio dove lavora Paola Paganelli. E’ lo stesso studio di commercialisti in cui uno dei soci (Fabio Pessina) è stato per anni mandatario elettorale di Dario Allevi, ex presidente della Provincia e ora aspirante candidato sindaco per il centrodestra a Monza nel 2017. Fabrizio Sala e Dario Allevi si erano incontrati e avevano parlato a lungo nei giorni precedenti le nomine in Brianzacque allo Sporting di Monza. Un incontro molto cordiale ai margini di un convegno dell’associazione Omilia.

GLI ELETTI – L’assemblea dei soci, riunitasi mercoledì 2 dicembre, ha eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione di BrianzAcque per il triennio 2015-2017.  Ridimensionato il numero dei componenti che da 5 è sceso a 3.  Riconfermato Enrico Boerci, che dal dal 2013 ha ricoperto la carica di Amministratore delegato della monoutulity dell’idrico brianzolo.  Gli altri due membri della nuova governance sono: Silvia Bolgia, ex assessore al Comune di Brugherio e Francesco Magnano. Come da statuto, toccherà  poi al  Cda assegnare  deleghe e ruoli al proprio  interno. Ridotti i compensi per gli amministratori: da 86 mila a 80 mila euro. La stessa assemblea ha nominato i 5 componenti (tre effettivi e due supplenti) del collegio sindacale. Del nuovo organo di controllo con funzioni di vigilanza fanno parte Marco Maria Lombardi, Paolo Meago e Paola Paganelli. Supplenti Marco Dell’Orto ed Elisabetta Civetta. E’ stato inoltre ufficialmente conferito l’incarico di revisore legale alla società Ria Grant Thorntont Spa , risultata aggiudicataria di un apposito bando di gara.

COSA FA BRIANZACQUEsi occupa dell’intera filiera dell’acqua: acquedotti, fognature, depurazione in Brianza. Grazie al know how, alla professionalità e ad un forte radicamento territoriale è impegnata nella valorizzazione della risorsa idrica. Realizza significativi investimenti per il miglioramento infrastrutturale di reti ed impianti, utilizzando tecnologie all’avanguardia. Si occupa del risanamento e della manutenzione di quelli esistenti. La società , 303 dipendenti, quasi un milione di abitanti serviti e un fatturato di 65 milioni, completa la qualità dei servizi forniti con la gestione sostenibile della risorsa idrica e il rispetto dell’ambiente.

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