Natale del carabiniere a Monza: grande folla per gli auguri dell’Arma

Natale del carabiniere: gli auguri dell’Arma di Monza all’insegna della tradizione

 

 

Natale, carabinieri a cavallo, in servizio e in congedo. Tutti uniti appassionatamente. Bimbi, cavalli. Auguri. Folla. Non è l’inizio di una canzone di J-Ax e nemmeno l’ultimo tormentone sonoro prenatalizio, ma quello che è accaduto ieri mattina nella caserma dei carabinieri a cavallo nel parco di Monza, ha un sapore  straordinario. Della tradizione che torna a Monza grazie all’iniziativa fortemente voluta dal tenente colonnello Rodolfo Santovito e da Vito Potenza, presidente provinciale di Monza e Brianza dei carabinieri in congedo. Iniziativa che è riuscita  a “catturare” 200 persone per gli auguri di natale dell’Arma.

NATALE GLI AUGURI DEI CARABINIERI – Monza, una romantica mattina di sole. Il parco di Monza visto dalla caserma dei carabinieri a cavallo, non ha nulla da invidiare alla campagna inglese. Profumi d’inverno, di panettone, di tradizione appunto. Rodolfo Santovito a fare gli onori di casa a militari in servizio e in congedo perché il carabiniere è un po’ come il prete “sacerdos in aeternum” rimane sempre tale anche in pensione o più semplicemente in congedo. Sezioni da tutta la Brianza così come carabinieri dalle stazioni sul territorio e pure Cesare Cadeo, Cesarone per gli amici, a fare gli auguri a tutti con la sua simpatia. In mezzo, i cavalli del distaccamento dei carabinieri nel parco e gli uomini che ne hanno cura. Una festa per i bambini e non solo che hanno potuto visitare le stalle e i mezzi. Non si tratta di un’istituzione simbolica o decorativa, ma operativa che vigila sulla sicurezza di tutti all’interno del polmone verde di Monza. La tradizione degli auguri di Natale è tornata nella sua sede “naturale”. In quella caserma situata nel parco cintato più grande d’Europa dove era nata tanti anni fa proprio per iniziativa di Vito Potenza.

IL PRESEPE – Due particolari mi hanno colpito. La statua in grandezza naturale dedicata a “carabina” il mitico cane mascotte che ha sempre seguito per anni i carabinieri a cavallo nelle parate e poi il presepe. Sì, proprio il presepe. Il richiamo della tradizione che torna non solo nelle parole del comandante. Presepe realizzato non come vuole la “politica”, ma come Dio comanda. Con la mangiatoia senza il bambinello. Perchè Gesù arriva la notte di Natale e non un mese prima come mi è accaduto di vedere in mano a qualche politicante in queste settimane…

Marco Pirola

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