Monza zingari beffano l’assessore

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Rom ritornano alla ex Diefenbach di via Borgazzi

Monza zingari beffano l’assessore. Alla ex Diefenbach di via Borgazzi si registra la Caporetto della giunta. I rom sgomberati in pompa magna il giorno prima con tanto di telecamere al seguito, sono tornati. Oggi (giovedì 20 luglio) donne, bambini circolavano liberamente per l’edificio come se nulla fosse successo. Trombe, tromboni, trombette valanga di post su Facebook inneggiavano al nuovo corso del nuovo assessore alla Sicurezza. Nuovo corso che assomiglia pesantemente alla vecchia musica. Eppure sono cambiati i musicanti.

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Monza zingari, spacciatori e vigili urbani

Con fare tribunizio. In perfetto stile “spezzeremo le reni alla Grecia”. Federico Arena “annunciava dal balcone” del municipio di Monza, appena strappato ai comunisti, il nuovo corso. Zingari ladri, negri puzzolenti, spacciatori e tossici “fora di ball”. Concetto giusto in teoria e pure condivisibile. Se non fosse di difficile applicazione. O meglio più complicato di quanto contrabbandato in campagna elettorale. Certo il rampante assessore, figlio dell’esercito del selfie, voleva esordire con il botto. Vigili urbani trasformati in rambo che pattugliano la stazione. Qui i risultati si sono visti subito. Un venditore di orologi tarocchi fermato e subito rilasciato. Un parrucchiere sanzionato. E una pisciata da 100 euro. Comminati ad un “stronzo” tunisino che più ne meno fa quello che gli italianissimi maleducati fanno gratis ogni sabato sera in via Bergamo. Giardinetti reali liberi dagli spacciatori grazie ai solerti ghisa nostrani. Ma gli studenti delle scuole sono in vacanza. Ripassare a settembre.

Monza zingari lo sgombero beffa

Quaranta e otto ore fa il blitz per sgomberare l’area. Polizia, mezzi blindati, gli immancabili vigili, giornalisti, politici, assessori. Una carovana mediatica. Uno spettacolo insomma. Tutti ad applaudire il nuovo corso. Il celodurismo dell’assessore leghista offriva materiale in tal senso. Una decina di giorni fa lo stesso copione per un edificio di proprietà della Regione. Quest’ultima in sonno da anni ed improvvisamente svegliatasi a chiedere lo sgombero durante la campagna elettorale. Blitz 1 solo masserizie, ma tanta pubblicità. Blitz 2 idem con patate. Solo che stavolta il boomerang è tornato indietro.

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Monza zingari l’ex Diefenbach

Nel 2012 doveva diventare un albergo con torre di 12 piani. E nei fatti un albergo lo è diventato. L’ex Diefenbach di via Borgazzi è rimasta un’area dismessa abbandonata a se stessa. Un rifugio “ideale” per chi non ha una casa. Bambini compresi. Fondata nel 1907, produceva macchine per la spremitura delle olive, presse e filtri per olio. Accedere all’area abbandonata è un gioco da ragazzi. Anche oggi con la “messa in sicurezza” dopo lo sgombero che sa della beffa. Anzi lo è. L’assessore è sicuramente mosso da buoni propositi forse un po’ meno selfie e meno macismo ad uso e consumo del popolo di Facebook sarebbero utili. E’ giovane (si vede), inesperto (pure) crescerà. Non vorremmo che partito con Smells Like Teen Spirit dei Nirvana finisse con Al Bano e Romina…

Marco Pirola

 

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