Monza violenza a minorenni: arrestato “porco” brianzolo

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    Insospettabile 54enne incensurato ha approffittato di quattro studentesse

    Monza violenza a quattro studentesse minorenni. In manette un incensurato ed insospettabile 54enne brianzolo. Il “porco” perché di tale animale si tratta, è originario del Vimercatese ed è gestore di due centri estetici e centro massaggi. L’accusa è pesante. Violenza sessuale su minore. Per l’accusa l’uomo ha abusato sessualmente di stagiste minorenni. Studentesse di una scuola professionale per estetiste ridotte ad una “totale dipendenza psicologica”. Il ricatto era terribile: o ci stai o ti boccio. Dal momento che dal giudizio del titolare dipendeva la promozione.

    Monza violenza: le considerazioni

    Prima le considerazioni poi i fatti. Due sono. La prima: L’uomo rischia 12 anni di galera. Troppo poco. Purtroppo il nome non è stato fornito. Peccato. Un vero peccato. Sarebbe stato interessante guardarlo in faccia. E magari non limitarsi solo allo sguardo. La seconda considerazione si chiude con una domanda. L’allarme sociale della vicenda sui social è quasi trascurabile. Forse non trattandosi di un “negro” ma di incensurato, italianismo, brianzolo, padre di famiglia, non fa quasi notizia per il popolo del web e per la politica. Meglio disquisire sui saluti romani o all’appartenenza al nazismo o meno. Oppure sulle multe dei vigili urbani in stazione per una “pisciata” contrabbandate come nuovo corso dei nuovi potenti di Monza. Del porco nessuna traccia. Perché? Rimedieremo in parte a questa lacuna. A seguito i fatti come l’avrebbero scritti quelli che lo sanno fare.

    Marco Pirola

    Monza violenza: Le vittime

    Quattro le vittime accertate finora. “Abbiamo forti sospetti che ci siano molte altre vittime”. Spiega Luisa Zanetti, procuratore di Monza. Le ragazze sono state trovate in uno stato di grave sudditanza psicologica ed è stato difficile ottenere delle dichiarazioni. Si sentivano in colpa per non essere riuscite a dire di no. Volevano coprirlo. Situazione frequente tra le adolescenti. “Parlando al telefono tra di loro avevano pensato anche di non denunciare”. Chiosa il procuratore capo.

    Monza violenza: i fatti

    Sarebbero avvenuti durante i periodi in cui le ragazze erano apprendiste. Alternanza scuola-lavoro la chiamano. Un progetto di formazione scolastica cui l’uomo partecipava da tempo. Le indagini della Polizia di Monza, coordinata dalla Procura, sono iniziate nel febbraio scorso. Una ragazza ha manifestato forti segni di malessere. E si è rifiutata di tornare al centro estetico dove stava svolgendo lo stage. I genitori l’avevano invitata a rivolgersi al consultorio, dove ha finalmente raccontato le violenze subite. Sono stati gli operatori a inviare la segnalazione al magistrato.

    Monza violenza: Le indagini

    I poliziotti hanno indagato alla ricerca delle vittime. Cosa non facile da momento che il periodo di alternanza scuola-lavoro dell’istituto per estetisti frequentato dalle vittime dura da tre anni. Gli agenti sono risaliti alle studentesse che avevano partecipato ai percorsi di formazione in quegli stessi centri. Da lì la scoperta degli altri tre casi. Le intercettazioni hanno permesso infine di accertare la veridicità dei racconti. ma soprattutto lo stato di sottomissione in cui versavano le giovani. L’uomo, incensurato, sposato, con famiglia, deve rispondere di violenza sessuale, con l’aggravante di averla esercitata su minori e su persone che lui avrebbe dovuto “formare”.

    Monza violenza: la tattica del “porco”

    Gli episodi sono avvenuti tutti all’interno dei locali delle sue attività. Negozio di estetista e centri massaggi. Tranne in un caso in cui ha portato a casa una delle ragazzine minorenni. La pressione psicologica sulle vittime teneva conto anche del ruolo che il 54enne aveva nella loro vita scolastica. Era lui a compilare la valutazione sul loro lavoro e a preparare la certificazione per la scuola, necessaria alla promozione.

     

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