via asiago monza

Ordine del ministro dell’Interno Minniti e in 48 ore gli immigrati ospitati sono scesi da 86 a 45

Monza via Asiago, cinque giorni fa lo aveva promesso. La sua visita a Monza per le Primarie ha lasciato traccia. Via Asiago a Monza è stata ridimensionata. L’ordine al prefetto di Monza Giovanna Vilasi è arrivato nel weekend. Ridimensionare il numero dei richiedenti asilo ospitati nella palazzina rossa alla periferia di Monza. Come? Non era un problema del ministro. Nemmeno del sindaco ma del Prefetto. Come vuole la legge. Il numero degli immigrati doveva scendere drasticamente. Punto e basta.

monza via asiago

Monza via Asiago: lo sgombero

Weekend di lavoro per il Prefetto. La cooperativa che gestisce i richiedenti asilo è stata avvisata all’ultimo momento. Così come il sindaco di Monza Roberto Scanagatti. Nemmeno gli inquilini italiani si sono accorti di nulla. I 30 italiani residenti nella via infatti sono stati tenuti all’oscuro di tutto viste le strumentalizzazioni degli scorsi giorni. Con una campagna elettorale alle porte poi l’argomento Monza via Asiago era ed è benzina sul fuoco.

Monza via Asiago: l’affannosa ricerca di appartamenti

La cooperativa che gestisce i profughi nella via è stata costretta ed è costretta in queste ore ad andare sul mercato immobiliare di Monza per reperire gli appartamenti dove ospitare gli sfollati. Naturalmente i costruttori monzesi non si sono fatti mancare l’occasione e i prezzi di mercato per gli affitti sono saliti alle stelle. La disponibilità da altre parti di Monza c’è. Eccome, ma a prezzi stellari. Ma il Prefetto non ha alternative: deve trovare una soluzione per tutti e in poche ore.

Monza via Asiago: le polemiche

I residenti da un anno avevano ingaggiato una furibonda protesta contro tutto e tutti. O quasi. Il sindaco accusato di fregarsene le mani. Il prefetto di immobilismo. L’operatore privato di chissà quali nefandezze. La politica si era impadronita della vicenda e la tensione era salita alle stelle. Lega e il candidato sindaco della destra in primis. Blitz di parlamentari. Invasione del consiglio comunale da parte dell’estrema destra. Agguati con striscioni al sindaco, sberle, falsità distribuite a piene mani. Scritte sui muri e pure altro. Puzze comprese. Una situazione non più sopportabile per i residenti che lamentavano disordine ed altro. Ma anche di chi, nel pieno rispetto della legge, opera come gestore della cooperativa. Si era arrivati pure alle mani. Forza Italia, Lega e Liste civiche collegate erano riusciti a partorire più che altro slogan come:” se eletti risolveremo il problema in una settimana. Slogan finiti anche nel loro programma elettorale. Soluzione del problema senza dire come naturalmente. Magari realizzando un campo profughi alla periferia della città. Ci ha pensato Marco Minniti, il comunista con il pallino dei servizi segreti.

Marco Pirola

Commenti