Monza, sui gay la maggioranza di sinistra si spacca

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Alberto Sordi che di política non se ne intendeva, ma di battute sì, avrebbe liquidato la questione con un semplice: A’ ridaie.

Il presidente del Consiglio monzese Donata Paciello sconfessata nuovamente dalla sua stessa maggioranza.Lunedì 3 febbraio, un Consiglio noioso e stanco. Con qualche rara emozione. Come la mozione contro le slot machine nei bar di Anna Martinetti. Una limatura al testo che richiede una sospensione per via di quelle critiche sui ritardi dell’Amministrazione. Poi voto quasi unanime (25 favorevoli e 2 astenuti, Pilotto e Molteni).

Ma il bello sta sempre in coda. Alle 22.30. In discussione una mozione del consigliere di Sel, Gerosa, con cui si chiede di dotare le scuole monzesi di un kit di materiali informativi, predisposto nell’ambito del progetto Rainbow finanziato dall’Unione Europea, per la prevenzione dell’omofobia. Un “argomentino” così, leggero da fine serata.

La prassi vuole che a quell’ora il Consiglio venga fermato non essendo dichiarata l’oltranza. Ma al presidente non pare vero di poter mettersi in mostra. Decide che il dibattito sull’omofobia è così importante da non potersi concludere e propone di andare avanti. Ma Donatella cuor dei leone, memore forse delle polemiche precedenti, non decide d’imperio come sua facoltà, ma fa appello alla sua maggioranza. Si vota.

Risultato: l’opposizione e buona parte della stessa maggioranza tolgono il tesserino o non partecipano al voto così da far mancare il numero legale. Tutti a casa, come avrebbe dovuto essere. Stordita come un pugile dopo il ko, non può che contemplare le macerie della sua fallita prova di forza e del suo sempre più scarso feeling con la sua stessa parte politica.

Il sindaco Roberto Scanagatti
Il sindaco Roberto Scanagatti

 

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