Monza spara al ladro assolto per legittima difesa

monza spara al ladro pensionato

Francesco Sicignano il 20 ottobre del 2015 uccise un ladro albanese di 22 anni a Vaprio

Monza spara al ladro assolto dal giudice. Gjergi Gjonj era entrato nell’abitazione di Scigliano a Vaprio d’Adda. Il pensionato lo uccise per legittima difesa. Lo ha stabilito il Giudice delle indagini preliminari Teresa De Pascale. Il Gip ha accolto le conclusioni a cui era arrivata la Procura di Milano dopo una lunga e complessa indagine. Il magistrato ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta. Cade definitivamente l’accusa di omicidio volontario che era stata contestata a carico del 67enne pensionato quando era stato aperto il fascicolo.

Monza spara al ladro: la battaglia processuale

A opporsi alla richiesta di archiviazione, presentata un anno dopo dai pm Alberto Nobili e Antonio Pastore, erano stati i familiari del giovane albanese. Per il legale dei genitori dell’albanese sarebbero servite nuove indagini e approfondimenti sull’ipotesi che l’uomo potesse aver sparato dall’alto mentre l’albanese era ancora sulle scale esterne della villetta. E non ancora dentro, come invece è emerso dall’inchiesta degli inquirenti. In particolare, tra gli approfondimenti necessari, secondo il legale del padre e della madre di Gjonj, c’era anche la cosiddetta “blood pattern analysis”, ossia l’analisi delle tracce emetiche.

Monza spara al ladro: il fatto

Nelle prime battute dell’indagine gli stessi magistrati avevano ipotizzato che il pensionato  quella sera avesse sparato quando il ladro non era ancora entrato nella casa, ma si trovava ancora sulle scale esterne. Il medico legale nominato dalla Procura accertò poi che la dinamica della morte poteva essere compatibile con la versione di Sicignano, che aveva sempre detto di aver sparato in casa per difendersi. «Ho visto la sagoma di un uomo all’interno della cucina, ho gridato “cosa stai facendo?” e a quel punto lui invece di allontanarsi mi è venuto incontro, minaccioso», aveva messo a verbale nell’interrogatorio. «Si trovava a circa due metri e mezzo, ho avuto paura di essere aggredito e ho sparato – aveva aggiunto – poi lui si è trascinato fuori casa, ancora vivo, uscendo sulle scale esterne». Il 22enne non aveva armi con sé e in mano aveva una torcia elettrica.

Monza spara al ladro: il colpo mortale

Il proiettile, per il medico legale, ha sfiorato il cuore dell’albanese attraversando il corpo senza colpire direttamente organi vitali. Per questo Gjonj, nella ricostruzione della Procura, potrebbe essere rimasto in vita quasi per un minuto. Il tempo necessario per trascinarsi fuori dalla cucina e, attraverso un percorso tortuoso, raggiungere le scale esterne, dove poi è morto.  Il legale dei familiari del giovane, invece, aveva insistito per nuove indagini con l’ipotesi di omicidio volontario parlando di ricostruzione “parziale” dei pm e di “numerose incongruenze”. Secondo il difensore, infatti, il 22enne venne “ucciso sulle scale, fuori dall’abitazione e poi il proiettile venne buttato nel soggiorno di casa”. Il giudice, tuttavia, ha accolto la tesi della Procura archiviando l’indagine a carico di Sicignano.

Marco Pirola

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here