Monza: “Si prepara una colata di cemento sulla città”

Comune-Monza

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Una colata di cemento sì, ma di sinistra. Fatti quattro conti una cosa come oltre 345mila metri cubi di nuove realizzazioni attraverso i Piani integrati di intervento. Il calcolo lo ha fatto il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Gianmarco Novi. L’occasione è stata, giovedì, l’approvazione del Piano integrato di intervento sull’area del Rondò dei Pini. Il progetto, che risaliva già alla super variante targata Paolo Romani naufragata sul finire di legislatura, prevede un intervento residenziale e commerciale rispettivamente di 3.330 e 6.700 metri quadrati di slp. Come a dire – più o meno – 10mila metri cubi di palazzine e 20mila di terziario. All’interno del progetto è prevista la realizzazione di un parco pubblico che costeggerà il canale Villoresi e la cessione da parte del privato di circa 200 metri quadrati di locali al Comune. Oltre naturalmente agli oneri di urbanizzazione. Il Piano integrato, adottato lo scorso 23 settembre, è passato giovedì dall’aula per l’approvazione finale. Due le osservazioni presentate, una – assunta dalla giunta – da parte di un gruppo di cittadini che sostanzialmente ha chiesto di utilizzare i 248mila euro che il Comune incasserà per la riqualificazione del tratto di via Stradella, e l’altra – respinta – presentata dalle associazioni ambientaliste di Monza. Che tradotto sul piano politico è un attacco frontale da parte di una fetta dello stesso elettorato che ha portato Roberto Scanagatti alla vittoria.

IL PII – Secondo quanto riferito in aula dall’assessore all’Urbanistica, Claudio Colombo, l’intervento sostanzialmente ridurrebbe le volumetrie rispetto a quanto previsto in precedenza. Eliminato un bonus di 800 metri quadrati, l’attuale progetto non supera gli 11mila metri quadrati di superficie. Il Pii, inoltre, prevede che il parco venga realizzato contemporaneamente alle palazzine. Il ché significa niente palazzine senza parco. “Abbiamo cercato di valorizzare questo spazio aperto – ha spiegato Colombo – protetto ed usufruibile per i cittadini. Per questo è sorprendente l’osservazione presentata dalle associazioni perché se si confronta la soluzione proposta con quella ipotizzata dal Pgt, è evidente che la prima assicura una qualità ambientale maggiore. Sono infondate anche le critiche sull’altezza degli edifici che non superano i 3 piani più il portico e il piazzale e i 4 piani per il resto del comparto”.

L’ACCUSA – “L’attuale giunta – ha allora attaccato Novi – ha vinto le scorse elezioni anche grazie alle associazioni ambientaliste contro la famigerata variante. Ma siamo così sicuri che Monza abbia fermato la corsa alla cementificazione? A noi sembra stia andando in modo differente”. E così, progetti alla mano, mentre l’ex esecutivo di Marco Mariani aveva previsto circa 280mila metri cubi di progetti, l’attuale Amministrazione ne sta approvando per 345mila in meno di due anni. “Si dirà che facciamo riqualificazione – ha poi proseguito Novi – ma per noi la riqualificazione passa anche dal riportare alcune aree totalmente a verde. Come poteva succedere con lo stesso piazzale Virgilio”. Come ad esempio nel vecchio Piano regolatore Benevolo dove si prevedeva un’area verde pubblica o, ancora, l’ancor più vecchio Piccinato dove l’area era comunque verde, anche se privata. Da ultimo l’attacco finale: “L’attuale giunta al posto che redigere un nuovo Pgt ha preferito lasciare spazio alla negoziazione con il privato. Questo approccio è dannosissimo, perché la negoziazione urbanistica è l’anticamera della corruzione”.

IL FINALE – Scontato. Il Piano integrato è passato. Diciannove voti a favore, uno contrario e astenuti il forzista Domenico Riga, Pierfranco Maffé dell’Ncd, la Lega con Simone Villa e Paolo Piffer di Cambiamonza.

 

 

 

 

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