Monza: Scandalo in Tribunale

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La vicenda che vi andiamo a raccontare è contenuta nella montagna di carte dell’inchiesta “Briantenopea”. La stessa che ha portato in carcere e alla sbarra un centinaio di persone accusate di legami con la Camorra. Tra questi Giovanni Antonicelli, ex assessore Pdl nella giunta leghista di Marco Mariani. Si parla di bando di gara per il rinnovo della concessione del bar del Tribunale di Monza. Lo stesso bar frequentato quotidianamente da magistrati, avvocati e delinquenti o presunti tali.

I FATTI Nel 2011 all’epoca della giunta leghista di Marco Mariani, era in scadenza la concessione dell’esercizio commerciale. Il titolare, Michele Disimino, è preoccupato. C’è un bando di gara alle porte e lui teme di perdere la gestione del bar assai remunerativo. E da chi si fa “sponsorizzare” (come chiamare diversamente i passaggi dell’intercettazione riportata nel link) Michele Disimino con una telefonata? Nientemeno che da Anna Maria Di Oreste, presidente del Tribunale stesso.

LA TELEFONATA Il magistrato telefona al politico molto chiacchierato, allora come ora, e il cui telefono è sotto controllo da mesi proprio perché sospettato di rapporti stretti con la Camorra, rea di averlo appoggiato durante una delle tante campagne elettorali in cambio di appalti. (Nel link INTERCETTAZIONE 1, potrete leggere la trascrizione integrale della telefonata). C’è un bando di gara che il Comune sta approntando e il presidente del Tribunale al telefono si lascia andare in alcune considerazioni tipo: “…ho visto che avete preparato una gara d’appalto pesante con i costi aumentati ne è informato”?

BANDO DI GARA Peccato che di questa gara d’appalto Antonicelli, assessore competente, non ne sapesse nulla ma (come risulta dall’INTERCETTAZIONE 2 tra Antonicelli e i suoi uffici) nemmeno c’era un testo. Insomma il presidente dice di avere visto un testo che non esiste (almeno all’epoca della telefonata sua ad Antonicelli, ndr). Ma l’alto magistrato si lascia anche andare ad una serie di considerazioni a favore dell’allora gestore, angosciatissimo e preoccupato di perdere la gestione del bar. Come mai la presidente del Tribunale si espone con l’assessore sotto inchiesta proprio a vantaggio del gestore? Certo, non c’è reato, ma forse motivi di opportunità avrebbero dovuto regolare l’operato del presidente, visto che il si tratta di una gara pubblica in itinere ed Antonicelli era sotto inchiesta.

CARABINIERI Ma la domanda è destinata a rimanere inevasa, visto che in quasi tre anni nessuno ha risposto. E gli stessi carabinieri scrivono a margine del verbale: “In considerazione di quanto esposto (le trascrizioni delle intercettazioni, ndr) il paragrafo che tratta l’assegnazione del bar del Tribunale di Monza in favore di Disimino Michele dimostra come nel periodo in esame quest’ultimo abbia interagito in maniera anomala con l’assessore Giovanni Antonicelli, tanto da far dedurre verosimilmente ci sia stato un interessamento indebito ed illecito da parte del politico finalizzato a far ottenere l’appalto al soggetto da lui prescelto”.

ANOMALIE Ma come? Il politico riceve una telefonata dal presidente del Tribunale (uno dei più importanti in Italia) in cui si “sponsorizza” chi poi avrà la concessione e che doveva fare? Antonicelli non l’ha chiamato Totò Riina o anche il più modesto Peppe O’ Curto, ancora dietro le sbarre, ma il presidente del Tribunale! Lo scrivono pure i carabinieri nella relazione che parlano di anomalie e il risultato qual è? L’assessore in galera, il gestore del bar al suo posto a fare caffè ai magistrati e il presidente del Tribunale con le sue piantine di limone nel corridoio. Nemmeno sfiorata dal dubbio di avere fatto una “cazzata” con quella telefonata.

Così vanno le cose. E mentre documenti che dipingono Antonicelli come brutto (ci vuole poco) sporco (ancora meno, visto che viaggiava di vernice per lavoro) e cattivo (per le sue frequentazioni) vengono diffusi a piene mani, il capitolo del bar rimane sepolto in qualche cassetto della Procura. Almeno sino ad oggi. Ma la telenovela non finisce con questa puntata “one shot”. Nei prossimi giorni altre rivelazioni sull’oggetto e magari anche si parlerà anche di uno “strano” interrogatorio e di una lettera, tutte e due mai date in pasto ai giornali…

P.S.

Anna Maria Di Oreste compare nella lista dei testimoni (140 persone) che Giovanni Antonicelli ha chiesto di poter ascoltare a sua difesa durante il processo che è iniziato in questi giorni su “Briantenopea”. Decideranno i giudici se accettare o meno questa richiesta dell’imputato. Sarebbe curioso vedere il presidente del Tribunale seduto sulla sedia dei testimoni a rispondere alle domande dei suoi stessi colleghi che dirige e magari raccontare proprio di quella telefonata incalzata dalle domande degli avvocati difensori

Leggi i testi integrali delle intercettazioni che riguardano il caso:

INTERCETTAZIONE 1

INTERCETTAZIONE 2

INTERCETTAZIONE3

INTERCETTAZIONE4

Marco Pirola

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