Monza ristoranti e bar avanti… Piano

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Settore ristorazione: Il menù per uscire dalla crisi non sarà la solita… pizza

Monza ristoranti e bar avanti Piano. Piano che sta sinonimo di lentezza. E come potrebbe essere altrimenti visti i tempi da lupi e con tali chiari di luna… Ma anche inteso come strategia per uscire dal vicolo cieco che ha portato la categoria a diventare sorda, ma non ancora muta. Molti esercenti fanno buon viso a cattivo gioco alla riapertura delle prenotazioni ostentando ottimismo. Come fare altrimenti. Non è il momento della polemica accesa (sempre dietro l’angolo). Delle manifestazioni clamorose che covano sotto la cenere. Del casino insomma. Per quello bastano già le prescrizioni capestro per molti esercenti dettate all’ultimo momento. L’incertezza del futuro. La voglia di ripartire vince, per ora, su tutto questo. Ed ecco che la Politica, una volta tanto con la maiuscola iniziale, si siede al tavolo, ma non ordina e non mangia. Ascolta. Almeno ci prova.

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Marco Negrini

Monza ristoranti e bar

Dimenticavo una cosa. Non vi aspettate da questo articolo un peana e racconti dettagliati su quello che i ristoratori hanno fatto in questi due mesi come “captatio benevolentiae”. Fermatevi. Siete ancora in tempo. Non ci sarà. I ristoratori di Monza e Brianza hanno fatto. Punto. Per la collettività e senza interessi. Se volete referenze chiedete pure ai frati, all’Ospice di Monza, agli alpini, alle famiglie in difficoltà, ai poliziotti e pure ai vigili urbani di Monza. Categoria che non gode delle mie simpatie, ma il virus è riuscito a fare pure questo mezzo miracolo. Ma soprattutto a medici, infermieri, volontari della Croce Rossa di Monza e dintorni. Tempo e denaro senza chiedere. Il resto è noia. Ora i ristoratori e le loro famiglie hanno bisogno degli altri. Non dell’elemosina di una pizza, ma di fatti concreti che solo l’Amministrazione e la politica possono dare.

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Nicolas Monguzzi

Monza ristoranti e bar

Ci provano tre consiglieri comunali di Monza Nicolas Monguzzi, Stefano Galbiati e Marco Negrini “suggerendo” all’Amministrazione di adottare provvedimenti che consentano ai ristoratori l’utilizzo di spazi esterni ai propri esercizi commerciali rinunciando al plateatico. A dire la verità il sindaco Dario Allevi era già sulle tracce di quest’idea. I suoi colleghi di Bergamo e Brescia lo hanno fatto da qualche giorno. In politica nulla si crea, nulla si distrugge. “Copiare” è un po’ come a scuola. Alzi la mano chi a scuola non è mai stato tentato. A volte serve a migliorare il compito del vicino di banco. In politica si fa spesso. Ecco allora che quella all’apparenza scontata e banale raccomandazione di Monguzzi, Galbiati e Negrini può diventare il punto di partenza. Senza dimenticare magari indietro nessuno. E per nessuno intendo i titolari di bar e ristoranti che davanti alla “bottega” hanno solamente la strada senza possibilità di mettere tavolini.

Marco Pirola

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Stefano Galbiati

P.S.

Cari Nicolas, Stefano e Marco. Non vorrei che il provvedimento concreto di aiuto dell’assessore al Commercio e Cultura andasse in coda ai concerti itineranti sui camion stile rave party da centro sociale. Alle chitarre e chitarrine di piazza, ai Drive In stile Happy Days. Insomma il vaccino antivirus somministrato alla categoria tramite la solita verità… “supposta”.

 

 

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