Monza: La Provincia degli errori (del PD)

Graziano-Delrio

provincia monza brianza

Brianza: la Provincia degli errori e il ministro fantasma. Come dire, parole in libertà: tante, troppe e pure sbagliate. Dalle sale liberty di Palazzo Grossi fino all’ultima fermata d’autobus, è tutto un fiorire sì, ma soltanto di errori. A cominciare dal cognome niente meno che di un ministro. In Italia c’è Delrio, in Brianza Del Rio. Quale sarà quello giusto? Ai profani il dubbio è lecito, ma se nemmeno quelli del Pd – che la “pruincia” la governano – sanno come si scrive è difficile poi  pretendere che i comuni mortali obbediscano. Lo svarione è diffuso e a dire la verità ci son cascati dentro un po’ tutti, maggioranza e opposizione. Sbaglia a scriverlo nei suoi post facebook sulla città metropolitana il sindaco Pd di Vimercate, Paolo Brambilla e sbaglia pure il presidente della Provincia (Pd) Gigi Ponti. Per la cronaca il ministro ex sindaco di Reggio Emilia si chiama Delrio, tutto attaccato e senza abbondare di maiuscole.

Graziano-Delrio

D’altro canto, sempre in fatto di parole, la nuova Provincia ha dimostrato di averne tante da dire, ma soprattutto da scrivere. Se, infatti, lo Statuto provinciale della vecchia Provincia (quella brutta, dispendiosa e poltronara) era composto di 5.205 parole e 36.090 caratteri, quella nuova e snella griffata Renzi ne ha persino di più:  5.508 parole e 38.036 caratteri. Ad accorgersi di questa “originalità” è stato l’ex assessore provinciale, Andrea Monti della Lega nord. Insomma, duemila parole in più per metà Provincia. Ma andiamo avanti perché tra gli strafalcioni più gettonati c’è anche quello che riguarda il santo protettore dei detenuti, San Quirico. Il carcere di Monza si chiama Sanquirico, tutto attaccato ed è un pittore del Settecento. Legittimo poi domandarsi come il nome di un artista sia stato scelto per la casa circondariale, che tutto è fuorché artistica, ma tant’è e scrivere San Quirico (che comunque è il nome di innumerevoli frazioni e paesi) è un errore. A chiudere la classifica è una fermata dell’autobus. Ci saranno pure le linee nuove, ma almeno tenersi i nomi vecchi e magari giusti. In Italia c’è Aquileia che è un Comune. A Monza, invece, Acquileia con “c” e “q”. A pensarci bene viene in mente la famosa lettera di Totò e Peppino. Punto, due punti, punto e virgola: “fai vedere che abbondiamo”…

 

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here