Monza, proteste contro lo spettacolo vergognoso che nega le foibe

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Urban center Monza, manifestazione contro spettacolo di Alessandra Kersevan

di Marco Pirola

Monza, come non essere d’accordo con la scritta sullo striscione. Vergogna. Ammesso che qualcuno da quelle parti sappia cosa significhi. Una cinquantina di giovani. Qualcuno con la testa rasata coma da stereotipo caro alla sinistra, però senza mute di cani al seguito come vorrebbero i compagni di Sel e che non facevano paura come avrebbe voluto la sinistra assetata di scontro di piazza. Non avevano facce da violenti, da galera e da tossici come i giovani dei centri sociali contestatori che hanno impedito lo spettacolo di Simone Cristicchi a Scandicci, reo di voler dare la sua versione sulle foibe. Certo Cristicchi canta da cane (mio parere personale), ma il suo spettacolo era infinitamente meno vergognoso di quello messo in scena all’Urban Center di Monza.

Venerdì sera, i manifestanti hanno esposto il loro striscione contro lo spettacolo di Alessandra Kersevan, una negazionista delle foibe istriane che con il benestare della giunta monzese, ha tenuto la sua rappresentazione all’Urban center. E pensare che tra qualche giorno, il 10 febbraio, sarà celebrato in tutta Italia, il giorno del ricordo del martiri istriani e dalmati uccisi dai partigiani comunisti titini dopo la seconda guerra mondiale. Lo spettacolo si è articolato tutto sulla linea sostenuta da anni dalla negazionista di Monfalcone. nelle foibe non sono finiti migliaia, ripeto migliaia, di uomini, donne e bambini, ma solo ex fascisti che meritavano di morire per quello che avevano fatto in guerra. E se qualche morto (donne o bambini) per “sbaglio” ci è scappato, pazienza, si trattava di questioni personali e di vendette private non riconducibili alla guerra di liberazione. E pensare che nella foiba più conosciuta, quella di Bassovizza, la quantificazione dei morti è avvenuta a metri cubi occupati in quello che prima era un buco profondissimo e dopo il 1945, molto meno profondo, ma sicuramente “tappato”  per la coscienza della sinistra. Un dettaglio insomma paragonabile, la dimenticanza, a quella di Le Pen e delle camere a gas dei nazisti. Peccato che il politico francese sia stato condannato per questa sua affermazione. La pseudo storica e attrice comunista di Monfalcone invece, non solo non deve rendere conto delle sue cazzate, ma viene pure premiata dalla sinistra nostra con la presenza di un assessore e la benedizione dell’Anpi monzese. L’associazione partigiani che ultimamente vede solo quello che vuole vedere. In questo caso nulla.

Alessandra kersevan, la negazionista delle foibe
Alessandra kersevan, la negazionista delle foibe

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