Monza profughi: Casa Pound e la marcetta su Monza

monza profughi nuovabrianza

I residenti di via Asiago chiamano i rinforzi e da Milano arrivano i camerati della “tartaruga”

Monza profughi sale la tensione. E ci sta se a due mesi dal voto il termometro segna rosso. Anzi nero. Nerissimo. L’estrema destra di Casa Pound si impossessa della protesta dei residenti di via Asiago con “mascolina esuberanza”. Per dirla alla D’Annunzio. Un’irruzione nel Consiglio comunale di lunedì sera segna la svolta estremista della competizione elettorale alle porte. La Lega Nord “abbandonata” la lotta ai terroni (che votano anche a Monza), agevola la svolta destrosa tutta tronfia. Forza Italia plaude all’iniziativa di mussolina memoria cercando di “taroccare” la gazzarra in Consiglio come “protesta spontanea di cittadini monzesi”. Quando nella realtà è altro. E’ un’iniziativa sponsorizzata da Casa Pound di Milano. Punto. Il perché non si possa sbandierare ai quattro venti chi siano veramente stati i protagonisti, lo sanno solo la Madonna, il mago Othelma e Martina Sassoli. Che come i primi due personaggi, ogni tanto fa fugaci apparizioni agli adoranti pastorelli del gregge di piazza Trento e Trieste.

Monza profughi: la sinistra

Dall’altra sponda politica davanti all’irruzione, silenzio. Per evitare provocazioni, perché così vuole galateo istituzionale, perché tante cose, la Giunta tace. Così come pure muto. Dario Allevi, il candidato sindaco della destra nostrana, abbarbicato in un mutismo da social che sfiora l’autismo. A differenza degli altri, il silenzio di quest’ultimo è comprensibile, giustificabile e giustificato. Visto che in passato (anche recente) ha parecchio da farsi perdonare.

Monza profughi: la vicenda

Il condominio di via Asiago Monza ospita 85 profughi (donne e bambini compresi) a fronte di 30 italiani residenti. Da mesi gli abitanti protestano per un loro disagio evidente. I negri sporcano, puzzano, sono maleducati e soprattutto fanno diminuire il costo degli appartamenti. Ma da qualche tempo hanno deciso di fare il passo di “qualità”. Affidando le loro giuste recriminazioni alla politica. Da Salvini a Casa Pound (non nuova a blitz di tal genere) il passo è stato breve. In questo caso nullo. E per non farsi mancare nulla ci mettono del loro, iniziando una guerriglia alla caccia del sindaco Scanagatti impegnato in riunioni elettorali. Ecco l’irruzione ad una cena politica a San Rocco con parapiglia finale. Schiaffi compresi tanto propagandati dai detrattori di Scanagatti come “vile attentato alla credibilità democratica”. Schiaffi di cui non risulta traccia nelle denunce in Commissariato. Strano. Se uno prende delle sberle, a parte cercare di restituirle, di solito fa denuncia. Staremo a vedere.

Monza profughi: le provocazioni

Altra provocazione tre giorni dopo davanti ad un altro ristorante in cui Roberto Scanagatti sta facendo un incontro. Striscione sul muro e calunnie dispensate a piene mani. Lunedì la ciliegia sulla torta. Il matrimonio in aula consiliare con Casa Pound. Unione benedetta da Forza Italia e Lega. In mezzo ci sono tutta una serie “piccoli” episodi inquietanti (certo non riconducibili ai residenti di via Asiago) di cui si sta occupando direttamente la Polizia. Che è l’organo preposto anche alle “minchiate”. Da intendersi come cose di poco conto anche se capaci di far salire la pressione a più di uno scalmanato.

monza profughi nuovabrianza

Monza profughi: per un pugno di voti

E veniamo alla parte più interessante della questione. Eugenio Galbiati. Tutti a Monza lo conoscono. O fingono di conoscerlo. E’ un imprenditore di Monza. Brutta colpa da queste parti dove l’invidia non ha confini. E’ di destra da sempre. Imperdonabile in una città dove il missino è stato per anni solo quello da discoteca tutto rayban e “figoni” biondi al traino. La sua destra è quella sociale. Eresia. Non quella “farlocca” dei salotti, pantofolaia e delle partite a burraco. Grave torto per un mondo posticcio che giudica le persone dalla cravatta e non dal grembiule da lavoro. E che magari ha nel parcheggio l’astronave targata Moldavia. Per pagare meno tasse naturalmente.

Monza profughi: la politica

In passato Galbiati è stato grande finanziatore del centrodestra. Questo chi lo critica ora dovrebbe ricordarselo. Duecento pasti ogni lunedì da gennaio al voto di maggio (Provinciali 2009) possono essere tanti o pochi a secondo del piano di via Asiago da cui si osservano. Allora il fritto misto non faceva schifo. Soprattutto perché gratis. Nel 2011 furono la stessa Lega e Forza Italia a farsi promotori di una raccolta firme per fargli ottenere il Giovannino d’oro, massima onorificenza monzese. In virtù della sua opera di beneficenza ai poveri della città. Senza distinzione di razza o religione alcuna. Ma si sa. L’invidia è la più grande forza dell’Universo. Naturalmente dopo un altro tipo di forza di cui non posso scrivere il nome visto che mi leggono anche i minorenni.

monza profughi nuovabrianza

Monza profughi: il personaggio

Schivo a volte ombroso. Dicono. Non ha mai propagandato questa sua propensione ad aiutare gli altri. La cultura cattolica fa parte del suo bagaglio. Certo è pur sempre uomo di business. Quando qualche vecchio camerata si trova in difficoltà, passa spesso da suo ristorante laggiù o lassù in centro, sa di trovare comprensione. Ma soprattutto una pizza. Per gli italianissimi barboni di piazza Cambiaghi poi è tuttora un punto di riferimento. Chiedere come ho fatto io in giro, informarsi nell’ambiente, documentarsi. Ci vuole tempo, ma potete riuscire anche voi. Quando c’è stato il terremoto ad Amatrice senza clamore alcuno e senza pubblicità, ha spedito lo stesso quantitativo di acqua minerale che ha inviato il Comune di Monza. Un Tir.

Monza profughi: c’è sempre un ma

Eppure c’è un ma. Quanto avete letto sopra non è un panegirico. E’ la realtà che ho ricostruito in questi mesi. Realtà che molti nel centrodestra fingono di non vedere. Infatti ora ci sono le elezioni che accecano la ragione. Bisogna trovare un nemico.Soprattutto se si è dati perdenti pure dai propri sondaggi. I rampanti della Lega non guardano in faccia a nessuno pur di avere un pugno di preferenze in più. I vecchi leghisti invece continuano indisturbati a frequentare il suo (di Galbiati) ristorante.

Monza profughi: il peccato

La Lega e Forza Italia (una parte…) a corto di idee politiche hanno iniziato a cannibalizzare se stessi. Galbiati non è dei nostri al 100%. Non è omologabile (peccato tipico degli uomini liberi). Lo hanno preso di mira perché ha vinto un regolare bando. Peccato mortale. Avesse rubato o speso soldi dei contribuenti come ha fatto anche recentemente qualche leghista nostrano, potrei capire. Amico del sindaco comunista. Comunista? Lui? Anche se di questi tempi potrebbe sembrare quasi un complimento. Devo essermi perso qualcosa. Insulti, minacce, azioni di stalkeraggio nei suoi confronti. Tutto per qualche manciata di voti in più. Lui scuote la testa un po’ gigione. Si guarda attorno e spara: tu non hai paura di parlare con l’uomo cattivo? No, non ho paura. Voglio capire. A differenza di altri. Del come alcuni amici che ha tanto beneficiato in passato, sono ostaggio delle paturnie della Lega. Che impone veti su uomini. Che condiziona il candidato sindaco di Forza Italia costringendolo ad equilibrismi mentali. Pazienza. Dove sono quelli così generosamente gratificati in passato? Hanno rimosso. Hanno fastidio a parlarne. Silenzio nel migliore dei casi. Questo sì ben più assordante di quello di ieri sera della Giunta davanti al Masaniello di turno…

Marco Pirola

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here