Monza musica Clara Moroni da ombra di Vasco a solista

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    Gli inizi con il punk dei Sex Pistol, la musica elettronica sino al successo con un click

    Monza musica Clara Moroni quando il successo passa da un click. Colpa d’Alfredo? No, del punk. La folgorazione sulla strada dei Sex Pistols e della musica elettronica. Unica. Un po’ come lei. Clara Moroni, monzese d’adozione e storica vocalist del Blasco, quest’anno tornerà solista. Con l’ultimo album, Unica appunto, presentato venerdì. Un ritorno alle origini musicali. La carriera di Clara, oggi cantautrice, compositrice e produttrice, è iniziata con un click.

    Monza musica Clara Moroni gli inizi

    Quello sul tasto play di un walkman. Sul nastro giravano molto più delle urla di John Lydon, girava un mondo. Che l’ha rapita: “Avevo una cassetta dei Sex Pistols – racconta – da lì niente mi è sembrato più lo stesso. Ho cominciato a cercare servizi sui giornali, materiale su di loro. E’ stato un trip solitario all’inizio. Poi ho deciso di conoscere quella realtà da vicino, era inevitabile guardare verso Milano e il bar Magenta (negli anni Ottanta uno dei ritrovi frequentati dai giovani punk, nda). Ero vestita come una sfigata – scherza – ma mi presentai lo stesso. Volevo essere come loro”.

    Monza musica  e la Milano underground

    Il canto, allora, era un passatempo: “Mi piaceva cantare – prosegue – ma era una cosa per così dire secondaria. Facevo le mie cose e per gioco collaboravo con un amico che aveva uno studio di registrazione”. Per gioco e per passione. E alla fine anche per lavoro.  “Dovevamo fare dei pezzi per testimoniare le realtà underground di Milano. Mi fu proposto di collaborare, ma giuro, non avrei mai pensato che potesse essere la mia professione”. Da lì in poi “è stato un tam tam di cose. Ho fatto le voci per un album della Bertè e la pubblicità”. E poi Jovanotti e quel “no Vasco, no Vasco io non ci casco” che accompagnava il debutto sulle scene di Lorenzo Cherubini.

    Monza musica Clara Moroni l’arrivo di Vasco

    Segni del destino? Forse. Perché dopo no Vasco, è stata la volta di sì Vasco. Ma quello vero. Da vent’anni Clara è la voce che accompagna il rocker di Zocca e che, lo scorso luglio, l’ha portata sul palco del Modena Park. La seconda esperienza live della sua vita. Un’emozione incontenibile, un’esplosione. Anche se sull’argomento mantiene un professionalissimo riserbo, è inevitabile chiederle di Vasco: “Umanamente, è come lo vedi – spiega – Musicalmente è una persona molto attenta”.

    Monza musica Clara Moroni la strada da solista

    Come è andata a Modena lo sappiamo. La novità di quest’anno, invece, è che Clara Moroni non canterà con Vasco, ma prima di Vasco. Sarà la sua voce ad aprire i concerti del 2018 con alcuni brani tratti da Unica. Un ruolo diverso, ma non per lei: “Per me non cambia nulla – dice –  Sono sempre stata me stessa in tutti i ruoli. Forse cambierà per chi viene ad ascoltarmi. Sui social ho ricevuto tantissime testimonianze d’affetto, soprattutto da donne. Mi aspetto lo stesso rispetto di sempre”. Unica, come si diceva, è un ritorno alle origini: “La new wave – racconta – i primi gruppi elettronici, ho deciso di proporre quello che piace a me e al mio produttore. E’ un viaggio all’indietro nel tempo”.

    Monza musica Clara Moroni la carriera come produttrice

    Nell’attesa di vederla sul palco, prosegue nel suo ruolo di produttrice. Con la Delta, casa discografica che ha co-fondato, produce soprattutto musica dance destinata al mercato internazionale: “E’ un lavoro che mi piace, soprattutto amo vestire musicalmente i cantanti che incidono con noi, una cosa ancora non molto diffusa in Italia”. E cosa ne pensi dei talent?  “Premetto che non li seguo molto, a parte qualche finale – dice – ma in generale dipende.  Prendi ad esempio Sergio Silvestri, un ragazzo che è uscito da Amici. Ha una voce e un talento pazzeschi. Il talent può essere una strada, ma se hai già un tuo mondo musicale e questo ti permette di arrivare a proporre le tue cose. A volte, la sensazione è che dopo il talent i ragazzi vengano un po’ lasciati al loro destino”. Per l’allora esordiente Moroni non fu così. Ci furono personaggi che intuirono il suo talento. Qual è stata la tua migliore esperienza di lavoro e umana? “Quella con Mauro Pagani – conclude – Lui è una di quelle persone che vede dove puoi arrivare e ti aiuta a tirarlo fuori”.

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